La Roma si prepara a tornare in campo, domenica alle ore 12:30, nel match in trasferta contro il Como. Gian Piero
Gasperini potrà contare sul suo bomber inarrestabile:
Donyell Malen, infatti, ha smaltito il problema al ginocchio e sarà regolarmente a disposizione. L'olandese ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano. Ecco le sue parole.
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Ti dice qualcosa Dymalen o Dybalen? È una crasi. Pensavo: o Paulo conosce folandese o tu il castigliano. Oppure, più prosaicamente, parlate la stessa lingua in campo.
«Dymalen... fa pensare alla connessione, si, è divertente online... Il feeling con Paulo è stato immediato».
Psv, Borussia, Aston Villa, Roma. Hai sempre segnato tanto.
«Mai così tanto. E fin dalle prime giornate».
Cosa è cambiato?
«Penso un po' tutto. Ho giocato molto e ovunque, ma oggi credo di essere nel posto giusto con le persone giuste. lallenatore e i compagni mi danno tanta fiducia, tutte queste cose insieme mi portano a essere quello che sognavo».
Fosti tu a voler lasciare l'Aston Villa o fu Emery a spingerti all'uscita?
«Sono stato io, volevo giocare, far parte di una squadra dove poter scendere in campo ogni fine settimana e risultare importante. In quella fase non sentivo di esserlo, penso di aver fatto la scelta migliore».
Una cosa che mi ha impressionato del tuo modo di giocare e che ha colpito un po'tutti, è la capacità di pulire i palloni sporchi quando ti arrivano al limite dell'area.
«No, non sporchi, direi palloni non buoni. Non buoni è corretto. Questa cosa, si, mi riesce bene».
Cosa ti ha colpito maggiormente della Roma?
«L'importanza del club, i tifosi, l'allenatore, i compagni, tutte cose che contribuiscono al successo, lo facilitano».
Quale è il momento più importante della tua nuova avventura?
«La prima partita. Cominciare molto bene, segnando una tripletta, è stato fondamentale. Come squadra, you know, eravamo forti e connessi, la sensazione che ho provato è stata subito molto buona. Da momenti come questo possiamo partire per costruire e fare qualcosa di speciale".
Adesso puoi confessarlo perché la sosta è finita. Eri infortunato al punto da non poter rispondere alla convocazione dell'Olanda oppure «poco infortunato», come ha detto Xavi?
«Ero infortunato e mi è dispiaciuto non andare in nazionale». [...]
Alcuni tuoi colleghi sostengono di aver vomitato per sfinimento dopo i primi allenamenti con Gasperini. È successo anche a te?
«Non mi è successo, però posso dire che a volte sono pesantissimi» [...]
Oltre a Svilar, chi ti ha sorpreso?
«Tanti, Pisilli è molto giovane, l'ho visto subito, ha qualità. Manu, fantastico. Alcuni li conoscevo dall'Olanda. Marten ad esempio».
Hai avuto una formazione singolare.
«Ho giocato nell'Ajax quand'ero giovanissimo, a sedici anni mi hanno preso all'Arsenal e a diciotto al Psv, nella seconda squadra. Differenti culture, lo stile olandese, quello inglese, è stato importante».
Donny, a fine stagione chi avrà segnato di più tra te e Lautaro?
«Meglio che mi concentri su me stesso». [...]
Cos'ha Gasperini di tanto speciale?
«Il modo in cui gestisce i giocatori, sai che non ti mentirà mai su niente».
Fa saltare le sedie nello spogliatoio.
«È successo dopo Parma. Amazing. Era troppo felice, è volato anche un tavolo». [...]
(corsport)