Dopo un’ora Gasperini ribalta tutto. Tre cambi, due punte,
Soulé alle loro spalle
e soprattutto un difensore che entra per sistemare la Roma e finisce per fare il centravanti. Leonardo
Balerdi aveva segnato sette gol in tutta la carriera: al Maradona ne mette insieme due nella stessa notte, trascina i giallorossi da una partita quasi persa fino al 3-3 e si prende una rivincita ironica. Dieci giorni fa, contro il Real Madrid, era finito sotto accusa proprio sui palloni alti.
A Napoli sono quelli a trasformarlo nell’eroe più impronosticabile.Fino a quel momento la Roma aveva fatto poco per meritarsi un finale del genere. Lenta, compassata, quasi intimidita dal peso della partita. Il Napoli correva di più e soprattutto pensava più in fretta. Gasperini aveva scelto una squadra prudente, con Cristante dentro e meno qualità tra le linee, ma la protezione cercata non era arrivata. Malen isolato, Soulé costretto a inventarsi qualcosa da solo, Pisilli e De Roon sovrastati [...].
Dall’altra parte regnava serenità: prima la rovesciata di Anguissa e poi McTominay sembravano aver chiuso i conti dopo un’ora. Sul 2-0 la serata sembra già scritta. È lì che Gasp strappa il copione. Il triplo jolly è tutto argentino. Dentro Castro, Molina e Balerdi, fuori Pisilli, Rensch e Hermoso. Soulé torna nella zona in cui può ricevere e girarsi, Malen trova finalmente qualcuno con cui dividere l’area. La Roma smette di proteggersi e ricomincia ad assomigliare alla squadra costruita in questi mesi.
Soulé è il primo a ribellarsi. Prende palla, rompe l’equilibrio e riapre una partita che sembrava chiusa. Poi arriva Balerdi. Non resta dietro ad aspettare: sale, accompagna, aggredisce l’area. Il 2-2 è la fotografia perfetta della metamorfosi romanista. Con quel sinistro rabbioso sotto la traversa. Un difensore trasformato in attaccante aggiunto proprio nel momento in cui la squadra decide di buttare via la prudenza [...].
Ma Napoli non concede mai finali semplici. McTominay rimette avanti gli azzurri e per qualche minuto sembra cancellare la rimonta. Invece Balerdi riparte. Cerca ancora l’area, ancora il pallone, ancora il gol. Stavolta di testa. Saltando, come non aveva fatto contro Endrick e compagni. E trova la doppietta del definitivo 3-3.
Due reti nella stessa sera per uno che prima di Napoli ne aveva segnate sette in tutta la carriera. Alla Roma, va detto, sono abituati alle doppiette dei difensori. Lo scorso maggio era stato Mancini a stendere la Lazio e a decidere il derby con due colpi di testa. Stavolta tocca all’argentino, peraltro entrando dalla panchina. Mezz’ora e due gol. Numeri alla Donyell Balerdi.
Il pareggio non cancella però le difficoltà della Roma e la formazione schierata da Gasp. Una squadra partita piano, con un assemblaggio da rivedere. Quasi intimorita dal tabù Maradona, dove i giallorossi non vincono dal 2018. Ma il 3-3 cambia completamente il sapore della notte. Gasp comincia scegliendo la prudenza e salva la partita quando decide di abbandonarla.
(La Repubblica)

L. Balerdi Rossa
Argentina • Età 27 • DifensoreFriendly International
2026Champions League
2026/2027