Balerdi salva Gasp. La Roma argentina non molla

La penna degli Altri
di Matteo Esposito
balerdi
Fuochi d’artificio al Maradona: due a zero, due a due, tre a due e tre a tre. Bella, divertente, una partita che merita gli applausi finali dello stadio di Fuorigrotta, che ha colto la bellezza di questo pomeriggio senza sole, terminato con 15 tiri in porta contro 24, giocate di alta scuola e gol da videogioco.
La Roma insegue, sogna, poi ricade nei suoi peccati e, quando tutto sembra grigio come la maglia esibita per l’occasione, risorge, sospinta dai suoi benedetti argentini, Soulé e Balerdi. Il Napoli si illude, gioca, forse, la sua migliore partita della stagione trascinata da McTominay (doppietta) straordinario e da un Anguissa in versione acrobata, ma alla fine perde l’occasione per rilanciarsi, anche perché Allegri, pure espulso per proteste nel finale, tarda a operare i cambi, lasciando in campo un De Bruyne ormai sulle gambe, senza più spinta né idee [...].
Gasp fa il mago e la recupera senza attaccanti e con un centrocampo contato, ma con un Soulé in stato di grazia e un Balerdi in versione bomber. Se le sono date, dal principio alla fine: Gasp mosso dalla sua solita idea di calcio in verticale, Allegri con un blocco basso e ripartenza sistematica che hanno fatto scuola e che in quest’occasione sembravano avergli dato ragione per larga parte del match.
La Roma non si attacca, si aspetta e così è andata, con i giallorossi che per un’ora hanno fatto fatica a trovare la strada giusta verso la porta di Meret, lasciando spesso campo aperto alle ripartenze orchestrate da De Bruyne e soci. Il Napoli ha il demerito di essersi seduto sul doppio vantaggio, la Roma il merito di averci creduto sempre, fino a pochi secondi dal gong [...].
Ma la rovesciata di Anguissa è come un fulmine. Poi, si sveglia la Roma, che tenta subito una reazione, con il Napoli che non sta a guardare e crea qualche situazione da raddoppio, con Gollini prima protagonista su Lang, poi su De Bruyne e quindi su Olivera. La Roma spinge ma non punge, Malen si fa ipnotizzare da Meret e fallisce l’occasione più grossa del primo tempo. Cristante bissa, colpendo il palo di testa.
La Roma gioca meglio, trascinata da un Soulé che viaggia per il campo con il pallone incollato tra i piedi. Mancano i guizzi di Malen e di Wesley, che non approfitta della giornata un po’ offuscata di capitan Di Lorenzo. Rensch, schierato dall’inizio per contrastare Lang, si rivela paradossalmente elemento più di difesa che di rottura: sostiene Mati sulla sua fascia, ma si lascia spesso aggirare dall’olandese [...].
Cristante parte nell’ombra di De Bruyne e finisce con il fare il regista, De Roon è la sentinella di McTominay, e gira che ti rigira quello in avvio più libero di agire è proprio Anguissa, ritorno benedetto per Allegri. Il centrocampo della Roma è geometrico, ma poco fantasioso, c’è solo Soulé a inventare qualcosa. Nemmeno Pisilli sembra avere il guizzo.
L’inizio ripresa è allarmante, il Napoli segna subito con McTominay, che sfrutta una giocata del solito Politano, che qualche minuto dopo grazie a lui stesso e a Gollini fallendo il tris. Gasp non ha grandi soluzioni offensive, fa quel che può, rinunciando nel finale pure a Malen. Intanto toglie il distratto Hermoso per inserire Balerdi, che sarà decisivo, e poi cambia Rensch per Molina, più Castro per Pisilli, pure lui in difficoltà [...].
In quattro minuti comincia un’altra partita, dal 70’ al 74’: Soulé, dopo uno scambio con Malen, riapre la contesa con un piazzato dal limite, Balerdi sfrutta un rimpallo in area e firma il 2-2. Ancora McTominay si candida come uomo del match, con un tiro dalla distanza che pesa l’angolino alla destra di Gollini il quale, coperto dai compagni al limite dell’area, arriva in ritardo sul pallone.
Nel recupero tocca ancora a Balerdi sfruttare l’unica palla buona creata da Wesley, nel frattempo passato a destra con l’ingresso di Molina. Allegri protesta per un fallo dell’argentino, l’arbitro Colombo, pessimo, ci pensa, lo espelle e convalida. La Roma è salva. E forse, un po’, lo è anche il Napoli.
(Il Messaggero)

APPENA ARRIVATO

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