IL TEMPO (G. TURCHETTI) -
De Rossi all'Olimpico da avversario, atto secondo. Dopo le emozioni vissute nella notte di Champions per il primo ritorno di
Mourinho nella Capitale, il popolo romanista si appresta a riabbracciare un altro ex. Questa volta, però, si tratta di un «figlio di Roma», uno che per diciotto anni -616 presenze- ha indossato la maglia giallorossa, oltre ad esser stato guida tecnica per trenta partite. Quell'esonero, dopo quattro giornate,
De Rossi non l'ha mai digerito. Eppure, si è rimboccato le maniche, è tornato in panchina lo scorso anno, sterzando completamente la stagione del Genoa e conducendolo alla salvezza. Oggi, si presenta all'Olimpico con più cons apevolezza e, come sottolineato da lui stesso, con un po' più di freddezza rispetto a dicembre, quando fu travolto dal tourbillon di emozioni della prima volta da ex. , quando fu travolto dal tourbillon di emozioni della prima volta da ex. Si troverà di fronte
Gasperini, uno da cui il tecnico rossoblù, in passato, ha ammesso di «scopiazzare». Il rispetto è reciproco. «Per De Rossi ho una stima enorme» ammise il tecnico di Grugliasco a maggio de12024, dopo la loro prima sfida da allenatori. In quel frangente, trai' altro, Gasp non perse l'occasione per mandare una frecciata a Mourinho: «Ammiro De Rossi perché da allenatore ha messo il calcio a Roma davanti al resto, in una piazza dove il calcio era diventato secondario e i risultati dovevano arrivare attraverso altro». Un chiaro riferimento a Mou- sostituito proprio da De Rossi - e agli atteggiamenti sopra le righe della Roma nel periodo con lo
Special One. E anche ieri, in conferenza,
Gasp non ha lesinato una stoccata al collega portoghese: «Il Genoa non hai campioni che abbiamo incontrato l'altra sera, ma sicuramente ha un'organizzazione superiore». Tra i due - appare evidente - non scorre buon sangue. Mourinho, intanto, ha voluto ringraziare il popolo romanista per la calorosa accoglienza. Una carrellata di foto della serata di mercoledì, tra cui il tributo della Curva Sud, e un messaggio d'amore: «Quando i momenti più belli di una lunga carriera non sono né i gol né le vittorie, ma piuttosto emozioni per le quali posso solo esprimere umilmente la mia gratitudine. Grazie Roma, grazieromanisti. Emozioni ed eterna gratitudine avoi».
Roma-Genoa di stasera rappresenterà anche il ritorno di
El Shaarawy da avversario all'Olimpico dopo la separazione avvenuta in estate. Lui che a Verona, a fine maggio, ha lasciato un ultimo regalo ai tifosi giallorossi, realizzando il gol che ha sancito definitivamente il ritorno della Roma in Champions League. Anche il Faraone, allora, è pronto a vivere una serata dal forte coinvolgimento emotivo, in uno stadio che per dieci anni - in-framezzati dall'avventura in Cina - ha rappresentato «casa».