IL TEMPO (L. PES) - Amici mai, per chi come
Gasperini e
Fabregas vuole puntare in alto.
La stima reciproca c'è, ma Gasp e Cesc certamente non si amano, come dimostrato in diverse occasioni in queste ultime due stagioni di Serie A. E la differenza d'età è l'ultimo dei problemi. La spavalderia del tecnico spagnolo ha spesso infastidito gli altri allenatori italiani, ma quello che il piemontese spesso ha contestato sono stati i comportamenti dei giocatori del Como in campo. L'ultima volta che si sono incrociati sul rettangolo verde l'allenatore giallorosso non ha stretto la mano al collega al termine della partita, dichiarando di non stimare i comportamenti degli avversari sia in campo che fuori.
A distanza, poi, qualche botta e risposta è arrivato anche negli ultimi giorni col subbuteo di Fabregas che ha illustrato come si fermano i giallorossi. Insomma, gli ingredienti per una sfida calda ci sono tutti. Domenica in riva al lago, infatti, Roma e Como si giocano il ruolo di anti-Inter, almeno sulla carta. A ottobre, infatti, la strada è ancora lunga e in realtà al massimo i lombardi possono raggiungere i 13 punti accumulati dai giallorossi nelle prime cinque partite. Ma un po' per tutti le creature di Gasperini e Fabregas sono le inseguitrici più accreditate dei campioni d'Italia. Filosofie diverse, a tratti opposte, ma un'intensità e una ricerca del dominio che in fondo accomuna le due squadre che sono in grado probabilmente di mostrare le identità più forti e riconoscibili del nostro campionato. Due vittorie a testa nei confronti diretti trai due tecnici, con lo spagnolo che ha battuto l'Atalanta di Gasp (a caccia della vittoria numero 300 in A) a domicilio e la Roma nell'ultimo incrocio di marzo.
Sinigaglia abbastanza indigesto, peraltro, ai giallorossi che non vincono in riva al lago dal 1989 e sono reduci da tre ko di fila (2003, 2024 e 2026).
Ma la sfida generazionale tra i due allenatori va oltre la classifica e i precedenti. Entrambi hanno una forte voglia di prevalere sull'altro attraverso una strategia di gara precisa ed efficace. L'ultima volta Fabregas ebbe la meglio contro una Roma abbastanza incerottata e con le energie al minimo, che subì molto il possesso palla e, soprattutto, le rotazioni dei lariani. All'Olimpico invece, dieci mesi fa, la gabbia di Gasp fu letale per il Como che subì la pressione asfissiante dei giallorossi e costruì ben poco nei novanta minuti dell'Olimpico. D
omenica un nuovo capitolo del duello, sempre stimolante e dallo spettacolo assicurato. Tre settimane per preparare la partita avranno tenute impegnate le menti dei due protagonisti che con pochi giocatori a disposizione hanno potuto elaborare le loro strategie.
L'Inter resta nel mirino di entrambe, ma prima di tutto è il desiderio di vincere a muovere la creatività di Cesc e Gasp. I giallorossi proprio da Como inizieranno ventisette giorni con nove partite in programma, proprio come i lombardi che per la prima volta affrontano l'Europa e la Champions League. Difficile dire chí sia la più attrezzata per tenere il passo dei campioni, anche se la Roma prima dello stop aveva giocato alla pari contro Chivu all'Olimpico. Ma intanto c'è un conto da regolare in campo.