Il credo di Zeman: "Roma da titolo"

La penna degli Altri
domenica, 02 dicembre 2012 alle 9:35
GASPORT (M. CECCHINI) - «Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è morto». Così sussurrava il rude Ramon nel film di Sergio Leone «Per un pugno di dollari». Con queste premesse, il fucile della Ro

Diplomazia Partita già archiviata, quindi?
«Il Siena da 4 match non prende gol — dice Zeman — e non sarà facile. Certo, loro hanno qualche problema di realizzazione. Il campo “stretto” tra l’altro ci avvantaggia perché noi facciamo pressing». L’ottimismo, comunque, tracima al di là della solita maschera di pietra. «La Roma per me fin dall’inizio era competitiva. Poi è normale che se non vengono subito i risultati i giocatori si tirano indietro e cercano un nascondiglio. Fa parte della difesa. Io sono sempre per l’attacco e dico che siamo una squadra forte e dobbiamo cercare di lottare con tutti. Anche gli altri la pensano così ma non possono dirlo in questo momento».

Osvaldo & Destro
Per sorridere, comunque, Zeman accelera sull’attacco. «Magari negli ultimi tempi perché non abbiamo preso gol sembra che si sia fatto meglio di prima, ma solo perché abbiamo sbagliato poco in fase difensiva; sul piano del gioco a Pescara non abbiamo fatto bene come in altre partite. Destro? È un giocatore importante, ma bisogna calarsi nella squadra e giocare come richiede la squadra. Penso che negli ultimi tempi lo stia dimostrando anche durante la settimana». Discorso diverso per Osvaldo, che ultimamente pare in flessione, anche per via del problema al collo del piede, che per oggi lo mette in dubbio. «È sicuramente frenato da questo, ma la prestazione negativa di Pescara non dipende tanto dall’infortunio». E poi chiosa: «Lui e Destro (ieri, da ex, il più applaudito tra i tifosi all’arrivo a Siena, ndr) se giocano entrambi centrali non rendono, se invece partono distanti possono giocare. Lopez? Da inizio stagione ha fatto tutti gli allenamenti, ma è giovane e quindi deve ancora crescere».
Denunce & tifosi Titoli di coda sui comportamenti paralleli al calcio, su cui lo stesso Osvaldo ha parlato chiaro («se un mio compagno vendesse le partite non lo denuncerei ma lo ammazzerei di botte. I tifosi? Si sfogano in modo eccessivo»). «Se non denuncia prende la squalifica — chiude Zeman con saggezza —. Chi sa qualcosa, deve parlare. Il tifo? È un discorso di educazione: lo stadio di solito serve per scaricare le tensioni e le frustrazioni e purtroppo si arriva alle offese e a cose che fuori campo, penso, la gente non farebbe mai».
Proprio vero. Motivo in più per non tornare da Siena con risultati malinconici. Altrimenti , statene certi, qualcuno si arrabbierà.

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