Volo sulla Champions

La penna degli Altri
domenica, 15 maggio 2011 alle 11:24
IL MESSAGGERO (U. TRANI) - «Avrebbero firmato tutti, non solo io, di ritrovarci qui, a duepartite alla fine del torneo,a lottare per il quarto posto. Sì, tutti i tifosi della Roma». Vincenzo Montella ancora non sa questa volta la rincorsa premierà i giallorossi con i preliminari di Champions, dopo le due rimonte inutili sull’Inter del 2008 e dell’anno scorso che non si concretizzarono con lo scudetto, perso sempre al fotofinish e nel primo caso proprioqui al Massimino. Il giovane tecnico aspetta anche di tirarle somme della sua esperienza parziale in questo torneo, ma lancia l’ennesimo messaggio a chi lo sta giudicando da fuori, in America, in Inghilterra e ovviamente aRoma.
del torneo,a lottare per il quarto posto. Sì, tutti i tifosi della Roma». Vincenzo Montella ancora non sa questa volta la rincorsa premierà i giallorossi con i preliminari di Champions, dopo le due rimonte inutili sull’Inter del
2008 e dell’anno scorso che non si concretizzarono con lo scudetto, perso sempre al fotofinish e nel primo caso proprioqui al Massimino. Il giovane tecnico aspetta anche di tirarle somme della sua esperienza parziale in questo torneo, ma lancia l’ennesimo messaggio a chi lo sta giudicando da fuori, in America, in Inghilterra e ovviamente aRoma.Eche ogni tanto invia messaggi abbastanza velenosi nei confronti del più giovane allenatore della serie A. «Ho capitoche nel mio lavoro, oltre a stare in campo, devo saper affrontare e gestire le critiche distruttive, pure se non le condivido e non le accetto come altre, sicuramente più costruttive. Fa parte del mio lavoro». E’ sincero quando insiste:
«E’ chiaro che potevamo fare di più, perché le aspettative erano
altre. Ma a febbraio avrebbe firmato chiunque perché potevamo fare anche qualcosa in meno per la situazione di quel momento»
. Ottavo posto, per capirsi.
Montella è abbastanza irritato per alcuni segnali subdoli che gli sono stati recapitati negli ultimi giorni. Proprio prima di Catania, partita doppia della sua avventura. In ballo il quarto posto della Roma e la sua conferma sulla panchina giallorossa. Non capisce come mai sia finito, in modo trasversale, nel mirino di chi sta per insediarsi a Trigoria. Nessuno esce con lui allo scoperto, ma alimenta perplessità e cattiverie, per interposta persona, sul suo futuro. Vincenzo non incassa e si sfoga: «Vorrei dedicarmi solo alle ultime due gare, mancano solo otto giorni e stiamo correndo per la Champions. Ma vedo che il presente proprio non interessa. E allora, se proprio lo volete sapere, sono soddisfatto di quanto fatto qui. Come allenatore e non come amico dei miei ex compagni». E qui va giù duro su chi già lo boccia per essere troppo legato alla squadra: «Non credo che chi sa di calcio possa farlo. Certo, può pensarlo. Bisogna vedere anche se sono davvero amico di qualcuno, perchè quando giocavo ero nemico di tutti. Veniva scritto e detto. Da quando sono arrivato, non c’è stato nessun giocatore, compreso Totti, che abbia preteso di giocare in una posizione piuttosto che in un’altra. Nessuno,a livello tecnico-tattico, mi ha mai chiesto qualcosa o consigliato. Le scelte sono state tutte solo mie.Totti, nella mia prima partita a Bologna, è andato in panchina. E anche a Donetsk, gara decisiva della Champions. Con le prestazioni si è poi conquistato ilp osto, all’inizio era partito Borriello. Si può parlare di tutto e del contrario di tutto. Ognunopuòpensare quello che vuole, ma la realtà è un altra». Spiega quale. «Ho fatto le cose più veloci e più pertinenti per quel periodo della stagione. E’ andata bene così, per riprenderci. Le mie idee sono anche distanti o diverse da quelle che magari posso aver espresso, sia negli allenamenti che nelle partite. Ma io in quel momento dovevo intervenire come avete visto».
Non si sente inesperto e anzi attacca: «Come in tutti i settori, sappiamo che in Italia si punta poco sui giovani». Avverte: «Per riportare la gente allo stadio, visto che ci lamentiamo delle poche presenze, bisogna guardare al modello tedesco: in Germania dieci anni fa stavano come noi.Hanno puntato sulle famiglie in tribunaesui tantigiovani tedeschi in campo»
. «Sul Catania, niente?». Montella va da solo: «Da calciatore mi è sempre piaciuto giocare in uno stadio pieno, anche in trasferta. A volte è meglio. A Bari, per esempio, abbiamo trovato un impianto grandissimo e semi-vuoto. Loro hanno chiuso bene la stagione, a prescindere dalla salvezza. Il caldo può condizionare, ma conteranno i nostri stimoli».
Parole mirate per Reja: «Non intendo sprecare le mie energie, rivolte solo ai miei giocatori per vincere la partita. Poi la storia del calcio recente e meno recente la conosciamo tutti».Riferimento a Lazio-Inter di un anno fa.

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