Decennale scudetto 2001, R.SENSI: "Il lavoro di mio padre resterà nella storia della Roma. Totti è il nostro simbolo"

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venerdì, 17 giugno 2011 alle 15:29
Nel decennale del terzo scudetto giallorosso il presidente uscente della Roma Rosella Sensi è intervenuta ai microfoni
“Mio padre fu artefice dello scudetto e il mio pensiero oggi va a lui. La partita di Torino fu importantissima nella reazione della squadra. Sicuramente il pareggio di Napoli poi ci blocco un po’, visto che a Roma era tutto pronto per stappare le bottiglie. I festeggiamenti di Roma-Parma, anche prima della fine della partita furono perciò il sintomo delle tensioni che si erano create. I calciatori? A me piace ricordare tutti. In primis Francesco Totti. È rimasto sempre il nostro simbolo, sia quando si è visto, sia quando non si è visto molto. Mio padre prese la Roma in un momento difficile ma aveva l’obiettivo di vincere. Ma non voglio ricordare banalmente Montella e Batistuta. Furono fondamentali anche Totti, Tommasi e Mangone, calciatori meno pubblicizzati ma di grande importanza nello spogliatoio. Tommasi poi, a dispetto della sua sobrietà professionale, festeggiò lo scudetto esplodendo di gioia. Un ricordo speciale va anche a papà che era solito ripetere in quegli anni:“Ce l’ho fatta, sono riuscito a regalare un sogno a questi tifosi”. E’ vero che vincere a Roma è più difficile. Lo penso, perché credo che i tifosi della Roma siano unici anche negli eccessi. Il tifoso dedica tanta attenzione alla propria squadra. Magari nelle altre piazze si riesce a lavorare in maniera diversa. Qui è più difficile ma ciò rende più belle anche le vittorie. Prima del ’93 ho vissuto la Roma da tifosa, dal 2011 continuerò a farlo. Noi mangiamo, come disse mio padre, pane e Roma”.
(sky sport)
Queste le dichiarazioni rilasicate nel pomeriggio alla trasmissione radiofonica "Te la do io Tokio"
10 anni dopo lo scudetto un omaggio dovuto a tutta la famiglia

"Oggi penso a papà se possibile ancora di più degli altri giorni perchè quel giorno non si teneva fermo. Penso abbia fatto la maratona dentro casa quel giorno. Un giorno da ricordare per tutta la famiglia ma soprattutto per tutti noi tifosi. Abbiamo vinto poco ma ricordare queste giornate è importante...si è vinto poco come scudetti perchè gli altri trofei non li scordiamo. Comunque non ci celebriamo troppo perchè poi subito inizierebbero, anche se onestamente ormai ci interessa poco, i 'se, ma, ma però...'. Oggi però sono contenta di ricordare papà."
Se un giorno vorrà venire in radio potrà rispondere anche ai suoi contestatori, rispondere alle domande...

"...ma non ci sono i contestatori, ho solo persone che mi adorano (ride ndr). Comunque verrò con piacere e verrò come tifosa. Non oggi però, che è una giornata speciale. Oggi voglio ricordare papà perchè so quanto ci teneva a regalare questo scudetto ai tifosi...mi manca...mi manca perchè quel giorno quasi si sentiva male per l'emozione, poi quel giro di campo...Oggi sono qua impropriamente. Sarebbe stato giusto ci fosse stato lui. Quando per radio mandi quel pezzo in cui diceva 'Io sono uno come voi' ... è tutto lì! Lui, come me, si sentiva uno dei tifosi, uguale a tutti i tifosi. Papà più che il 17 agosto, quando se ne è andato, lo ricorderei il 17 giugno...ma in maniera gioiosa perchè a lui le cose tristi non piacevano"
Il suo 17 Giugno?
"Noi siamo una famiglia. Anche due anni fa c'era Franco Sensi. Io mi sento un ex presidente anche se formalmente sto chiudendo alcune formalità. Il mio 17 giugno è quello di 10 anni fa. Se avessimo vinto 2 anni fa sarebbe stato di Franco Sensi perchè è lui che ha iniziato un qualche cosa di magico per questa società. L'ha presa in una condizione critica e l'ha fatta crescere. Io credo di aver continuato quello che voleva lui, nonostante quello che è stato detto, a volte in maniera anche impropria. Tutto è stato fatto per proseguire quello che lui voleva. Il mio 17 giugno è stato il 17 giugno del 2001. Mi auguro di poterlo rifesteggiare in qualche modo."
Le emozioni degli abbracci con i giocatori al termine della sua ultima partita da presidente?

"E' stata un'emozione grande. In questo momento si parla di tante cose brutte che appartengono, e non appartengono, al calcio, anche se adesso non voglio entrare nel merito. Quello che è successo quella sera è la parte bella del calcio. Nel calcio c'è tanta professionalità ma in quello spicchio di tempo si è vista la parte dei rapporti umani. Non c'erano i giocatori da una parte ed il presidente Rosella Sensi dall'altra, c'erano i rapporti umani costruiti nel tempo. E' un ricordo che conserverò nel tempo come tanti altri momenti che non si sono visti pubblicamente...
Per chiudere, non mi posso accostare a quello che ha fatto mio padre anche se l'ho fatto con un'intensità enorme, anche se non è stata capita...ma non mi interessa perchè l'ho fatto con quello che sentivo, facendo anche degli errori ma, chi non fa non sbaglia. Ho fatto tutto con grande amore ma, non accostatemi a papà che ha fatto una nuova Roma, una grande Roma, all'altezza delle grandi d'Europa...e quello che ha fatto Franco Sensi rimarrà nella storia della Roma. Poi lasciamo il futuro parlare per chi la renderà altrettanto grande, perchè bisogna permettere agli altri di lavorare, la storia si fa con i fatti e lo faranno gli altri e glielo auguro con tutto il cuore."

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