IL PUNTO DELLA DOMENICA - ZAZZARONI: "Nei primi dodici, tredici uomini la Roma è da primo posto" - SORRENTINO: "I giallorossi prendono gol per eccessi di sicurezza"

La penna degli Altri
domenica, 20 settembre 2026 alle 9:34
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Si analizza la gara tra Roma e Inter sulle colonne dei quotidiani. Un 2-2 che da comunque certezze ai giallorossi. "Nei primi dodici, tredici uomini la Roma è da primo posto lo è di sicuro: la variabile è costituita naturalmente dalla partecipazione alla Champions, ovvero dal ricorso al turnover, alle seconde linee. Oltre che dagli inevitabili cali di rendimento e dai passaggi (improvvisi) della sfiga", scrive Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport. Questo invece il pensiero di Andrea Sorrentino de Il Messaggero: "La Roma ha un'anima latina,lo dicono i suoi passaporti, e crescendo le sicurezze in se stessa va diventando bandoleira, ribalda fino alla presunzione, infatti prende gol per eccessi di sicurezza. È il suo difetto, che nasconde il maggior pregio: la qualità estrema del suo calcio, eguagliato da pochi"
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Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.
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I. ZAZZARONI - CORRIERE DELLO SPORT
(...) Se diamo retta a Gasperini, solo il 16 gennaio, dopo la ventesima giornata, sapremo se la Roma è da scudetto. Ma se ci facciamo bastare il primo tempo di ieri, fatichiamo a non considerarla una candidata al titolo. Nei primi dodici, tredici uomini la Roma è da primo posto lo è di sicuro: la variabile è costituita naturalmente dalla partecipazione alla Champions, ovvero dal ricorso al turnover, alle seconde linee. Oltre che dagli inevitabili cali di rendimento e dai passaggi (improvvisi) della sfiga. I primi venticinque minuti di Cristante e compagnia sono stati impressionanti e hanno in qualche modo spiazzato l’Inter che s’è vista infatti costretta ad allungarsi per reagire a tanta irruenza, rendendo peraltro bellissima la partita.  Tra vuoti a metà, ripartenze lanciate, sbilanciamenti reciproci e altre declinazioni di una gara a schiaffi, dopo un paio di occasioni mancate dall’Inter la Roma ha trovato il secondo gol, sempre con Koné, realmente fantastico per volume e qualità. (...)  La Roma è stata soprattutto Koné, Cristante e Balerdi fino a quando è rimasto in campo, l’Inter ha sfruttato il miglior Thuram della stagione e l’insuperabile efficacia di Lautaro.I punti di fragilità delle due squadre li abbiamo più volte segnalati: se non parte sotto di due gol questa Inter non è soddisfatta; se non subisce gli avversari nei primi tre minuti della ripresa la Roma si stranisce. (...)
A. SORRENTINO - IL MESSAGGERO
È la febbre del sabato sera. Roma e Lazio sono in testa alla serie A, si balla Stayin' alive: rimanete vivi, e davanti a tutti. C'è pure l'Inter e forse oggi arriverà il Como, ma intanto la Capitale si è arrampicata lassù dopo il primoscorcio di serie A eci resterà perle tre settimane della sosta. Una situazione che ad agosto poteva essere un delirio onirico, invece è tutto vero. Se Roma-Inter era un esame scudetto (sì, lo era) la Roma ne esce rimandata ma con riserva, e con speranze: la creatura cresce e si farà, anche se ha le spalle strette e nel finale del partitazo arriva stremata, carponi per la fatica. L'emblema è Dybala l'arabescatore, che Gasperini lascia a cuocere fino alla fine con Soulé e Malen (Castro non deve proprio convincerlo, per ora), ma a malapena sta in piedi; mentre il mancato eroe assoluto, Koné, è uscito da un pezzo per consunzione, dopo aver spento Zielinski e segnato una doppietta mai vista. L'Olimpico racconta quello. (...) La Roma regina dei primi tempi, magistrale per aggressività e ritmo, ma ancora con autonomia limitata, deve imparare a dosare le forze sui 90”; poi “dopo l'intervallo ne combina sempre una, e prende gol. Ma è viva e vegeta, anche nella difficoltà della ripresa costruisce con Malen il 3-1 e sela sua girata non trovasse il volto casuale di Martinez, staremmo a raccontare altro. (...)  La Roma ha un'anima latina,lo dicono i suoi passaporti, e crescendo le sicurezze in se stessa va diventando bandoleira, ribalda fino alla presunzione, infatti prende gol per eccessi di sicurezza. È il suo difetto, che nasconde il maggior pregio: la qualità estrema del suo calcio, eguagliato da pochi. (...)
T. CARMELLINI - IL TEMPO
A testa alta! Come nessuno aveva fatto finora contro l'Inter campione d'Italia che era e resta la favorita per il bis del titolo. Però stavolta dovrà vedersela anche con la Roma di Gasperini che ieri non solo le ha dato del filo da torcere, ma l'ha dominata per un tempo prima della naturale flessione nella ripresa. All'Olimpico alla squadra dell'ex Chivu non è riuscita la terza rimonta consecutiva, proprio perché dall'altra parte ha trovano un gruppo forte in grado di frenare la sua crescita e di tenere fino all'ultimo. Il bilancio della partita più bella vista quest'anno in campionato, è un pari alla fine giusto, ma che manda molti messaggi agli altri in corsa peri posti «buoni». I giallorossi ci sono. Gasperini, che aveva studiato benissimo i rivali (strategico il cambio di fascia di Wesley che ha annullato Di Marco, così come l'utilizzo di Balerdi al posto di N'Dicka) gioca un primo tempo da infarto, rischia il minimo indispensabile, ma poi non riesce a contenere il ritorno dell'Inter ancora una volta con un finale pazzesco. E ai nerazzuni non è servita nemmeno la spinta emotiva in più data dal minuto di silen-zio per la morte di Mazzola: vero e proprio mito del calcio italiano ma soprattutto della sponda nerazzurra di Milano. Afare la differenza sono stati i cambi: La au ha una rosa lunga, l'Inter molto di più e alla fine questi sono i «dettagli» che decidono. Ma i segnali arrivati ieri sera dall'Olimpico ancora una volta sold out, sono molto positivi per i tifosi giallorossi che si godono la nuova creatura di Gasp: fa punti sì, ma soprattutto gioca davvero un gran calcio. Ora l'obiettivo è quello di riuscire a mantenere quella intensità per tutti i 90 minuti: la strada è ancora lunga. Ma intanto la Roma si gode la vetta insieme proprio all'Intera e da lassù la vista è tutta un'altra cosa. Di tutt'altro tipo il cammino, per certi incredibile, della Lazio in questo avvio di campionato. 

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