Riise: "Datemi la Lazio"

La penna degli Altri
mercoledì, 14 aprile 2010 alle 6:13
IL ROMANISTA (D.GALLI) - «Un giorno senza allenamento è un giorno senza senso». È il motto di John Arne Riise, la sua citazione preferita, il suo modo di intendere la vita e il lavoro, Trigoria e l’Olimpico, la Norvegia e la Roma. Già, la Roma. Riise il Vichingo l’ha saputa conquistare calciando il cuore oltre l’ostacolo e la palla sotto al legno avversario. John è un Annoni post-moderno. Solo decisamente più raffinato. Ai suoi amici norvegesi, Riise ha descritto le scene di ordinaria e meravigliosa
. Solo decisamente più raffinato. Ai suoi amici norvegesi, Riise ha descritto le scene di ordinaria e meravigliosa follia che sabato hanno scosso le mura di Trigoria.
«Tutti si sono messi a correre in giro», racconta Riise. «Quando la Fiorentina ha pareggiato pochi minuti prima della fine, c’era una bellissima atmosfera in tutte le stanze. E tutti si sono messi a correre in giro, eccitati della nuova sfida. Un bellissimo momento!».
IL GUFAGGIO «Che bella sensazione essere seduto qui, nello spogliatoio dei primi della Serie A». John
fatica a rendersi conto dell’impresa. L’operazione sorpasso è compiuta e Riise svela come è stata vissuta
nel fortino di Ranieri. «Ieri sera (cioè sabato, John scrive la sera di Roma-Atalanta, ndr) un eccitato gruppo di giocatori della Roma ha seguito nelle proprie stanze di Trigoria la partita Fiorentina-Inter. È stato bello vedere l’esaltazione di tutti nei corridoi quando la Fiorentina è andata in vantaggio, ma poi ci sono state molte discussioni quando l’Inter è tornata avanti dieci minuti prima della fine». A rasserenare gli animi ci pensa Kroldrup. «E tutti si sono messi a correre in giro».
IL SORPASSO Riise si sofferma a descrivere, poi, la delicata sfida con l’Atalanta: «La partita è iniziata e abbiamosegnato subito con Vucinic e Cassetti, giocando un bel calcio già dal primo minuto. Abbiamo fatto
viaggiare veloce la palla, abbiamo espresso un gioco dinamico ed è stato molto divertente. Nel secondo tempo abbiamo concesso all’Atalanta di rientrare in partita e non era certamente necessario. Ma ho provato una bella senzazione quando l’arbitro ha fischiato la fine della partita. I tifosi hanno ricreato un’atmosfera stupenda sugli spalti e tutti non vedono l’ora che arrivi il derby contro la Lazio domenica prossima! Le partite sono sempre difficili, nonostante la nostra posizione in classifica. Ma essendo stati 14 punti dietro l’Inter qualche mese fa, è chiaro che dobbiamo goderci questa serata (dopo Roma-Atalanta, ndr) prima di rimetterci a lavorare martedì mattina (ieri, ndr)».
DA MATTI Incredibile, Roma prima. Incredibile, sì. Lo pensa anche il Vichingo: «Il fatto che siamo in testa alla Serie A con cinque partite che rimangono, e che tra poche settimane dobbiamo disputare la semifinale di Coppa contro l’Udinese (all’andata abbiamo vinto 2-0), è veramente da matti, considerando come abbiamo iniziato la stagione. L’avvicendamento Spalletti-Ranieri è stato positivo, ma i giocatori hanno anche lavorato molto sul campo d’allenamento ogni giorno in questi ultimi mesi. Penso che, se un giocatore non vede l’ora di allenarsi con entusiasmo, sfrutta al meglio la seduta».
RANIERI Siamo la nuova capolista. Ma il campionato è ancora maledettamente lungo. Riise ne è consapevole: «Naturalmente, Ranieri era felice dopo la partita. Ma avendo un carattere forte, ci ha ricordato subito che non abbiamo ancora vinto nulla. E ha pienamente ragione. L’allenatore deve farti rimanere concentrato sul prossimo allenamento e sul prossimo combattimento (testuale, ndr). Tutto i meriti si devono al boss». A Ranieri.
UN CAPITANO Totti? Per John, è un Ranieri bis. «Totti è un ottimo capitano, un grande giocatore e una grande persona e ci dà le motivazione giuste per mettercela tutta in allenamento. Abbiamo un portiere in grande forma, una difesa che negli ultimi mesi è stata sicura, un centrocampo che conquista sempre più palloni, giocatori in perfetta forma e tanti fantastici attaccanti. Tutto questo promette bene per il futuro».
IL RELAX «Adesso vado a casa a rilassarmi con Mary ed Emma (le figlie, ndr), mi stendo un po’ con le gambe
fermamente piantate sul divano e mi vedo Tiger Woods, sperando in una vittoria nei Masters! È fantastico
essere un norvegese a Roma in questo momento». Non solo calcio, non solo Roma. Perché anche i Vichingi hanno bisogno di rilassarsi tra una partita e l’altra. Ma solamente per un po’. Perché «un giorno senza allenamento è un giorno senza senso».

APPENA ARRIVATO

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