IL MESSAGGERO (A. ANGELONI) - Con Roma-Bari, lOlimpico saluta i giallorossi (o viceversa). Arrivederci al nuovo anno, il 6 gennaio, quando arriverà il Catania. Saluti e baci. E stato bello, si dice in questi casi. Certo, poteva andare meglio, si aggiunge sempre. Del resto è sempre così. Tante belle vittorie, ma allOlimpico ci sono state pure Roma-Sampdoria e Roma-Inter finale di coppa Italia. Emozioni anche quelle, che restano
LOlimpico pesa nellannata della
Roma, soprattutto in questa stagione. Se non ci fosse lo stadio romano, chissà cosa sarebbe la squadra di
Ranieri adesso. Quanto di buono fatto fin qui, profuma di quellerba, di quelle zolle, di quegli spalti. Il re dellOlimpico 2010 è
Vucinic, ben dodici i gol del montenegrino, tutto compreso, campionato e coppe varie. Poi,
Borriello, lultimo arrivato. Più i vari
De Rossi, Brighi, Toni e
Totti: Francesco non segna su azione a Roma dalla gara con il
Cagliari del 9 maggio scorso. Su azione, dicevamo. Lultima rete allOlimpico porta la sua firma: rigore in Champions contro il
Bayern Moncaco, altra sfida da trasmettere ai posteri.
Nel 2010 la
Roma è tornata a imporre quella vecchia e famosa
legge dellOlimpico che, in tante occasioni, si è rivisto pieno e festante. In questanno ci sono state alcune partite che rimarranno per sempre impresse nella testa della gente, tifosi e appassionati di calcio. Si è esultato e sognato dopo quel gol di
Toni lo scorso 27 marzo: lInter di Mourinho crolla davanti a settantamila spettatori davanti a una Roma che sembrava sempre più un carrarmato.
De Rossi, pareggio di Milito e, appunto, Luca Toni a dare la zampata finale. Stessa intensità qualche settimana dopo, quando si giocava sempre allOlimpico un sentitissimo
Lazio-Roma. La squadra di Reja voleva sgambettare i giallorossi, ci ha provato e ci stava quasi riuscendo. Invece, altra magìa e vittoria della Roma. Segna Rocchi, Floccari sbaglia il rigore: nel frattempo
Ranieri aveva tolto dallundici titolare capitano e vice capitano,
Totti e De Rossi, che nella prima frazione si erano visti ben poco, così come tutta la squadra. Entra Menez e spacca in due la partita. Pareggia su rigore
Vucinic e sempre Vucinic raddoppia su calcio di punizione.
Come detto, emozioni forti anche la sera di
Roma-Sampdoria 1-2, la partita del crollo. Emozioni forti, in negativo. Una partita, sì anche questa, entrata nella storia giallorossa. Come non menzionare anche la spettacolare rimonta contro il
Bayern. Lultima giocata allOlimpico e guarda caso lultimo successo della Roma, che come non mai questanno soffre in trasferta: una sola vittoria, in Champions con il
Basilea. Per il resto, più o meno quasi tutte batoste. Tranne quella con la
Lazio, se la vogliamo considerare in trasferta, lo scorso 7 novembre.
Vucinic, come detto, è il re di questanno romano. Dieci gol in campionato e due in Coppa Italia. Domani con il Bari ci sarà, anche se non sta benissimo, pare. Ieri ha abbandonato lallenamento per un
problemino muscolare (con botta sul ginocchio), ma assicurano non sia nulla di grave. Ci raccontano di un Vucinic un po imbronciato per qualche panchina di troppo. Bene. Non è lunico, però. Poi cè
Totti, che con il Bari potrebbe pure partire dalla panchina. Sarebbe un peccato, visto lo score contro il Bari:
10 reti in undici sfide con i biancorossi, quasi uno a partita. Bene, no? Benissimo. Limportante, visti i tempi, è che si giochi allOlimpico.