No a Ranieri, sì a Luis Enrique?

La penna degli Altri
lunedì, 05 marzo 2012 alle 20:16
ILFATTOQUOTIDIANO.IT (G. GREISON) - Non c’è confronto. Uno ha il solito manuale del pallone, uno stile d’altri tempi, fatto di frasi fatte e luoghi comuni; l’altro ha il guizzo, l’esplosività di una testa che non si ferma mai. Uno è chiamato il normalizzatore, l’altro l’innovatore. Uno è noioso, l’altro no. Claudio Ranieri e Luis Enrique, i due allenatori più discussi del momento.
Ranieri è strano sia ancora l’allenatore dell’Inter, visto che Moratti è un tipo che caccia gli allenatori nella notte. Probabilmente, perché non esistono valide alternative, anche se adesso si è liberato Villas Boas (io avrei preferito che Di Matteo venisse a giocare in Italia), e Montella è già lì che fa capolino. Le dichiarazioni dette da Ranieri, dopo la scorsa partita, fanno pensare ad un allenatore senza più nessun potere sulla squadra e sullo spogliatoio. Quel pareggio, non deve ingannare. Ranieri non riesce a trasmettere nessuna motivazione, e i giocatori dell’Inter sono ormai stanchi di averne. Troppo vecchi, troppo altezzosi per rimettersi in discussione.
Per quel che riguarda il lato tecnico: Ranieri ha tagliato Sneijder (all’Inter pare sempre che tutto ruoti intorno a lui, ma non è così), e optato per il 4-4-2, ok, ma è stato sbagliato far giocare 90 minuti Forlan da esterno di centrocampo, visto che di mestiere fa l’attaccante, ed è pure reduce da un infortunio. Poi, la sostituzione invocata da San Siro, di Cambiasso, uscito in lacrime per Obi, è stata fatta praticamente su richiesta. Pazzini si è dimenticato come si fa a segnare, Milito è l’unico che si rimbocca sempre le maniche, ma non basta. Domanda: uno come Zeman non potrebbe allenare l’Inter, e cambiare le cose?
Per quel che riguarda Luis Enrique, è strano l’ambiente che gli gira intorno. In pochi lo hanno appoggiato, fin dal suo esordio sulla panchina della Roma. C’è sempre stata un’ostilità, nei suoi confronti, pazzesca. Quasi una cosa personale. Lui, da gran signore, non ha mai fatto trapelare niente: sempre modesto, nel parlare, non una parola di troppo. Pure a Trigoria, sempre stiloso, nei comportamenti. Eppure, giocava sempre contro tutti. La stampa non l’ha mai sostenuto, né capito. E nemmeno è stato mai descritto come l’ho visto io, dal vivo, partita dopo partita, all’Olimpico. Ha sempre avuto lo stesso carisma, lo stesso charme, la stessa classe, la stessa battuta ad effetto di Mourinho. Ma le sue, di battute (va beh, chiamiamole freddure), non sono mai state trascritte con gli stessi caratteri cubitali usati per Mou. Un mistero! Non ho una spiegazione, per questo. E per tante altre domande, come queste: i giocatori della Roma, secondo voi, giocano contro il tecnico? Totti e De Rossi che ruolo hanno in questa vicenda? Luis Enrique sulla panchina dell’Inter si trasformerebbe in allenatore-genio?

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