Le verità nascoste di Jim

La penna degli Altri
mercoledì, 16 marzo 2016 alle 12:16
pallotta partenza madrid da ciampino lr24
IL MESSAGGERO (S. CARINA) - Il Re è nudo. Pallotta è pronto ad ammainare la bandiera Totti: «Ho avuto molti colloqui con lui e gli ho detto che starà con la Roma per più di 30 anni e di pensare a come smettere. Io non trovo che sia difficile capirlo ma lo è per la cultura italiana». In modo alquanto inconsueto – prendendo parte come ospite ad una conferenza sull’importanza dei dati analitici nello sport a Boston – il presidente della Roma esce allo scoperto. Difficile tornare indietro dopo queste parole che certificano una volontà che troppo spesso a Trigoria si è voluta mascherare con frasi ad effetto (tipo, «Francesco continuerà a giocare fin quando vorrà») ad uso e consumo dei media. Da ieri invece è ufficiale: la Roma non intende rinnovare il contratto a Totti.
GIALLO SBIADITO Un giallo che sin dall’inizio ha avuto ben poco del giallo. Ore 13: dagli Usa rimbalzano alcune dichiarazioni rilasciate il 12 marzo da Pallotta a margine della ‘Sloan Conference’ di Boston. Durante il convegno, prima sul palco e poi intrattenendosi con alcune persone, il presidente affronta senza remore l’argomento-Totti: «La situazione è davvero difficile. Vorrei che entrasse a far parte del management ma lui preferirebbe continuare a giocare. Francesco si è detto interessato all’idea di andare a giocare a Miami? Ma se non ha neanche una squadra nell’MLS... Forse potrebbe piacergli New York». Apriti cielo. Una volta a conoscenza di queste dichiarazioni (rilanciate in Italia da un portale di un tifoso italo-americano negli Usa), a Trigoria rimangono spiazzati. Nel primo pomeriggio arriva però la smentita del presidente. La frase incriminata su Totti si trasforma da «io vorrei che facesse il dirigente ma lui vuole continuare» a «è un grande giocatore, potrà restare a Roma per quanto tempo vorrà».
VIDEO RIVELATORE Non per molto. In serata su ilmessaggero.it viene pubblicato il video della conferenza dove Pallotta è esplicito: «A Roma noi abbiamo quello che probabilmente è stato uno dei più grandi giocatori in Italia di sempre. Francesco ha 39 anni e ha ancora un talento incredibile e penso sia ovvio per lui – o almeno credo - e per molta altra gente, che non può più giocare allo stesso modo di prima. Semplicemente non lo fa. Il suo corpo non fa bene quello che gli dice la mente. Il contratto gli scade quest’anno e tutti ne vogliono un altro. La pressione a Roma nei miei confronti per fargli il rinnovo è incredibile. Ho avuto molti colloqui con lui (due, ndc) e gli ho detto che starà con la Roma per più di 30 anni ma di pensare a come smettere. Non trovo che sia difficile capirlo ma lo è per la cultura italiana, dove uno del suo calibro ha fatto vendere a lungo il maggior numero di magliette ed è il simbolo di Roma». Il ‘dico non dico’ che ha contraddistinto la querelle contrattuale per mesi, è improvvisamente alle spalle. Pallotta ha deciso: non intende rinnovare il contratto a Totti. Discutibile ma lecito, visto che a decidere è lui. Quello che stona (e non poco) in tutta la vicenda è che Totti avrebbe meritato di sentire queste parole de visu e non in un video registrato a migliaia di chilometri di distanza. I quesiti che per troppo tempo erano rimasti (ufficialmente) insoluti, ora hanno risposta. Tra tutti, perché il calciatore non avesse ancora ricevuto una proposta contrattuale a metà marzo, nonostante si continuasse a dire che avrebbe potuto «decidere da solo il suo futuro».
Da ieri è finalmente chiaro. La palla adesso passa a Totti (a riposo ieri per un affaticamento alla coscia sinistra). Gli Usa, paventati dal presidente (anche se da Nesta un invito il capitano della Roma lo ha ricevuto), appaiono lontani dopo la nascita della piccola Isabel. Una volta letto la notizia, il capitano ha preferito rimanere in silenzio. Anche perché il messaggio di fondo non è una novità. Che Pallotta preferisse vederlo nel management anziché in campo era noto da tempo. Soltanto a Trigoria continuavano a smentirlo.

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