E la Roma va, sempre più sicura di sé, capolista a braccetto dell’Inter che ha ribaltato l’Udinese. Le scorie della trasferta di Istanbul, in Champions, sono state gestite bene. Quattro vittorie in quattro giornate, 12 gol realizzati e uno subito, Malen capocannoniere con sei reti. Numeri da scudetto e alle porte, sabato all’Olimpico, si staglia la partita della verità contro l’Inter. Chi sarà la più bella del reame? La Roma si candida perché ha struttura, mentalità, tracce di gioco nette e precise. Contro il Torino è stata spietata, ha dosato sé stessa, ha colpito senza pietà in coda a ciascuno dei due tempi, con Malen e con Pisilli. […] Il Toro non è partito male, un paio di palloni alle spalle della linea avversaria hanno suscitato illusioni. Via via è emersa la superiore qualità della Roma. I granata si sono rifugiati in un blocco difensivo 5-4-1, con Vlasic centrocampista aggiunto, e non riuscivano più a costruire. L’unica risorsa era la palla lunga, ma funzionava poco. La Roma occupava e ostruiva ogni canale e ripartiva in alto con pericolosità. Malen ha avuto una prima occasione sotto porta, su cross da sinistra di Hermoso, però il suo colpo di testa è finito alto. Poi c’è stato il gol annullato a Malen per fuorigioco, su verticalizzazione di Dybala, ed era chiaro dove si sarebbe andati a parare. […]
La rete dello 0-1 è arrivata in verità su concessione del Toro. Il portiere Perri ha cercato di servire Comert in verticale, pallone rischioso in assoluto e nella circostanza due volte di più perché il passaggio era molle. Mancini in scivolata ha anticipato Comert e ha passato a Dybala, lestissimo a pescare Malen davanti a Perri. Il portiere si è opposto al cucchiaio, ma il pallone è rimasto lì e l’olandese da terra e con destrezza ha toccato in rete. Malen incarna la versione calcistica della volontà di potenza, la sua tensione alla rete è continua. Quello di Dybala non può essere considerato assist, Malen ha segnato sulla respinta, però è come se lo fosse, il gol ha confermato la perfezione della sincronia tra i due attaccanti. […] Un punto di svolta, il gigantesco “se” a cui è rimasto appeso il Toro. Se Simeone avesse fatto gol... Non l’ha fatto, però. Gasperini è passato al turnover post Champions, ha tolto prima Malen e poi Dybala, per immettere Castro e De Roon. Il primo ha combinato poco, il secondo ha irrobustito la mediana stressata da Bragança. A un certo momento il portoghese era pressato da Hermoso, poi della sua marcatura si è incaricato Koné, subentrato a Cristante. Mora, in campo per Soulé, ha creato più confusione che altro. Bragança si è lanciato in una fuga solitaria, ma la velocità non è il suo forte ed è stato riacciuffato da Balerdi ed Hermoso. Toro poco pericoloso davanti, Roma in controllo, e nel recupero Pisilli ha chiuso i conti con un gran diagonale una dignitosa azione di Mancini in fondo a destra. Malen - 22 presenze in Serie A e 20 gol - fa impressione, ma nella Roma c’è molto di più, ci sono conoscenze radicate e profonde, un senso comune che fa squadra. (Gasport)