Quando parla, l’Inter è sotto di due gol con l’Udinese. A chi glielo fa notare, Gasp replica con un sorriso: «Che ore sono?». Verrebbe da replicare che è l’ora della Roma, al di là del risultato finale dei nerazzurri. Gasp prova a dribblare la soddisfazione. Che è tangibile. Temeva questo impegno ravvicinato dopo la battaglia di Istanbul e la risposta della squadra è stata quella che si attendeva. […] Gli riesce in parte: «L’anno scorso c’era differenza, al ritorno abbiamo preso una brutta scoppola ma da lì è nata la Roma vera. C’è stata un’escalation, non solo di risultati ma anche di atteggiamenti, comportamenti e mentalità. La Champions toglie tante energie e il rischio più grande sono gli infortuni. Oggi l’Inter è la squadra di riferimento del nostro campionato per tutti, è una squadra forte e da chiunque giustamente indicata come la più forte. Anche se secondo me il Como le è molto vicino. È un’occasione anche per noi per misurarci e fare meglio delle ultime partite». […]
«Davanti potevamo fare meglio a livello di impatto ma non era facile. È stata una partita diversa dalle altre ma efficace. Abbiamo fatto un ottimo primo tempo, di solito siamo più precisi negli ultimi venti metri. Nella ripresa abbiamo sofferto anche per merito del Torino che ha fatto cambi importanti ed ha alzato il livello ma abbiamo tirato fuori le unghie e lo abbiamo fatto con forza. Abbiamo dei ragazzi giovani che cresceranno sull’esempio di campioni che sono usciti e che sono rimasti in campo. È una bella scuola, dobbiamo avere pazienza ma è importante che i giovani diano risposte subito». […] Quando parla di campioni il riferimento è alla coppia gol del momento che rischia di diventare quella del campionato. Dybala inventa e Malen (sempre molto modesto: «Non penso di essere un idolo per i tifosi, voglio soltanto fare tanti gol») segna, uno spettacolo: «Oltre ad essere fortissimi, semplicemente si completano. Due campioni che riescono a materializzare praticamente ogni partita delle situazioni da gol, delle situazioni pericolosissime. Hanno incastri importantissimi che riescono a tradurre in gol». […]
E se davanti c’è chi segna, dietro Balerdi si conferma un difensore di assoluto affidamento: «Parliamo di un ragazzo forte, molto forte, moderno, forte fisicamente e veloce. Non posso scomodare qualche nome... Un difensore centrale così era Baresi. Ma senza andarlo a scomodare, per come interpreta il ruolo per aggressività e velocità nei recuperi oltre che partecipazione al gioco... Baresi era il numero uno in assoluto, nessuno lo va a toccare, ma come caratteristiche ci siamo». (messaggero)