Il riscatto, dal Bologna al Bologna

La penna degli Altri
venerdì, 17 settembre 2010 alle 10:29
IL ROMANISTA - Dal Bologna al Bologna. Dieci mesi e mezzo dopo ci risiamo, come lo scorso 1 novembre. La Roma che vorrebbe uscire dalla crisi viene oggi accostata a quella che dopo due giornate dello scorso campionato vide le dimissioni di Spalletti e l´arrivo di Ranieri.
Anche allora sulla nostra strada c´era il Bologna e anche allora i tre giorni di preparazione alla sfida furono infuocati. Sì, tre. Perché non c´era la Champions League ma il turno infrasettimanale di campionato, quello contro l´Udinese che decretò la terza sconfitta consecutiva in campionato (le precedenti due con Livorno e Milan) con l´aggiunta del deludente pareggio di Europa League contro il Fulham. La situazione in quel momento era quasi disperata. Dopo dieci giornate la Roma era quasi in zona retrocessione con la miseria di 11 punti. Anche oggi per arrivare alla sfida coi rossoblù ci sono mezza settimana, tanti cocci da rimettere insieme e 3 sconfitte e un pareggio (tra campionato, Champions e Supercoppa) alle spalle. Quel 1 novembre dello scorso anno fu una giornata quasi surreale. Con i tifosi (solo 3 mila i paganti) a contestare squadra e società per tutti i novanta minuti. Tutti. Anche al momento del gol di Vucinic che pareggiò il temporaneo vantaggio di Adailton. Una rete coperta dai fischi dell´Olimpico che rovinò la festa a Mirko. Che proprio in quella occasione trovò il suo primo gol in campionato interrompendo un digiuno lungo 154 giorni. Un´eternità.
Una vittoria mesta, con Perrotta, autore del definitivo 2-1, a urlare la sua rabbia verso la tribuna. Eppure da lì cominciò il sogno e la serie di 24 risultati utili consecutivi. Dal Bologna ci fu anche la resurrezione di Vucinic, che divenne uno dei protagonisti della rimonta all´Inter. E anche qui ci sono delle similitudini importanti tra il passato e il presente, perché anche oggi Mirko è ancora a secco di gol e contestato per le occasioni sprecate sotto porta con l´Inter e col Cesena. Contro Cagliari e Bayern non è stato in campo per infortunio. Un problema rimediato durante le partite di qualificazione all´Europeo con la sua Nazionale. Partite nelle quali il numero 9 giallorosso è stato il vero trascinatore del Montenegro. Insomma, qualche segnale di risveglio l´ha già dato, ora si aspetta la conferma con la Roma. Magari proprio contro quel Bologna che ha cambiato la stagione passata. Sempre che ce la faccia a recuperare, visto che anche ieri alla ripresa a Trigoria lui in campo non c´era ed ha svolto solo lavoro differenziato. In Baviera la sua assenza si è fatta sentire. Sono mancati i suoi strappi, le accelerazioni necessarie a far salire la squadra. E allora si spera nel suo recupero. Restano altri due allenamenti, per provare ad esserci e per trasformare un´altra volta i fischi in applausi. Per tornare a sognare.

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