La mentalità offensiva non ha età. Non si torna indietro con l'avanzare degli anni; non si diventa (necessariamente) più conservativi. È il caso di Gian Piero
Gasperini (...) il più anziano della Serie A, davanti a personaggi niente male come Maurizio Sarri e Luciano Spalletti (...)
Gasp, da allenatore, ragionava e continua a farlo come un giovincello, come un De Zerbi di turno, come un Fabregas o un Farioli dell'ultima ora. I giovani arrembanti e visionari di ultima generazione sono la maggioranza e tra loro c'è un intruso: Gian Piero. Che rispetto ai suoi coetanei (...)
riesce a essere sempre moderno nella proposta di calcio. Gasp ha guardato indietro per essere sempre avanti, ha studiato l'Ajax di van Gaal (...) e quella difesa a tre che sapeva costruire, aggredire, fare gol.
LA VECCHIA GUARDIA La vecchia guardia pian piano è stata messa in naftalina, con poche eccezioni in giro per l'Europa (...) Gasp regge, forse, proprio perché è rimasto moderno, oltre al fatto di aver saputo costruire una squadra capace e vogliosa di seguirlo, mentre i suoi colleghi coetanei stanno sbattendo il muso su problemi di vario genere (...) All'estero sta accadendo lo stesso: gli under 50 vanno da Mikel Arteta a Andoni Iraola, fino a Roberto De Zerbi e Xabi Alonso (...) Si sceglie l'idea più che il nome e Gasp di idee ne ha, le sue squadre giocano un calcio rigido e artistico, sempre offensivo: la sua Roma ha imparato a segnare, 23 reti e a subire il giusto, solo 8. Il suo gioco resta aggressivo e tecnico, con una continua ricerca della verticalità: si attacca in avanti (...) e si difende in avanti (...)
Difficilmente cambia versione di se stesso, tranne in rare eccezioni, quando subentra la saggezza dovuta anche ai capelli bianchi, vedi la recente sfida con il Como (...) A Gasp piacciono i calciatori tecnici, gli attaccanti, i talenti, i difensori che si tuffano in avanti e cercano la porta: insegue un calcio totale, all'olandese, appunto. Era così quando allenava il Genoa (...) lo era ancora di più quando si è seduto sulla panchina dell'Atalanta, per dieci anni di fila, diventandone il Ferguson e portandola a dare spettacolo a spasso per l'Europa.
Sono 646 le partite guidate in serie A, 301 i successi, con una media punti di 1,64 a partita. Con la Roma cerca la trentesima vittoria (...) domani sul campo dell'Udinese. Affrontare le sue squadre, sosteneva Guardiola, era come andare dal dentista. La paura del dolore la incute, nella fattispecie, un ragazzo di sessantotto anni.
(Il Messaggero)