A un certo punto li ha tirati fuori entrambi, perché poi quelle scintille Gasperini le vuole vedere anche sabato prossimo, nello scontro diretto con l’Inter. Ma quello che hanno fatto anche ieri Dybala (ad inventare) e Malen (a finalizzare) è qualcosa destinato a lasciare il segno a breve, ma nella speranza anche a lungo termine. «La bellezza è per i tifosi e per chi ama il calcio, che vedono due campioni riuscire a materializzare praticamente ogni partita delle situazioni da gol, delle situazioni pericolosissime – dice a fine partita Gian Piero Gasperini –. È chiaro che sono due giocatori che, oltre a essere forti individualmente, si completano benissimo tra di loro. Hanno questi incastri importantissimi che riescono a tradurre spesso in gol». […] Ed allora nessuna paura a toglierli dal campo, anche perché già alla vigilia Gasperini non aveva voluto sentir parlare di gerarchie. Quest’anno la rosa è più lunga nelle scelte e gli permette anche di fare delle scelte coraggiose. «Noi dobbiamo far crescere il più possibile la rosa, con dei giocatori che devono diventare importanti – continua lui –. E se gli attaccanti giocano sempre 90 minuti, poi non sono in condizione di ripetersi in ogni gara. Se riescono invece a risparmiare 20-30 minuti, allora possono affrontare più partite nella stessa settimana. Gli altri devono prendere non solo l’esempio tecnico da campioni come Malen e Dybala, ma anche quello di temperamento, voglia di fare e determinazione. Abbiamo fatto un ottimo primo tempo, di solito però siamo più precisi negli ultimi venti minuti. E nella ripresa abbiamo tirato fuori le unghie, anche perché il Torino è cresciuto molto di livello». […]
E poi c’è la partita di Balerdi, che ha fatto una prestazione di altissimo livello. E se la Roma torna a casa con i tre punti, il merito è anche suo, con quelle due chiusure prima su Vlasic e poi su Bragança. «Ha fatto un recupero straordinario, con una corsa di 60-70 metri, salvando una situazione difficile. Sappiamo di aver preso un difensore forte, molto forte». Che qualcuno gli ha subito paragonato a Franco Baresi. «Lui era il non plus ultra di tutti. Baresi era il numero uno in assoluto, senza scomodarlo possiamo dire però che come caratteristiche ci siamo. Per come Leo interpreta il ruolo, per l’aggressività e la velocità nei recuperi». […] «L’anno scorso c’è stata una netta differenza tra le due squadre. Al ritorno abbiamo preso anche una brutta scoppola, ma da lì è nata poi la Roma vera. C’è stata un’escalation, non solo di risultati ma anche di atteggiamenti, comportamenti e mentalità. All’andata invece era stata una sfida più combattuta: abbiamo preso gol subito, ma forse alla fine meritavamo qualcosa in più. L’Inter è la squadra di riferimento del nostro campionato e viene giustamente indicata come la più forte di tutte. Anche se secondo me il Como le è molto vicino. Ma la partita di sabato sarà anche un’occasione per misurarci e fare meglio delle ultime partite». (Gasport)