Che spettacolo!

La penna degli Altri
lunedì, 21 novembre 2011 alle 9:50
IL ROMANISTA (S. ROMITA) - Ma che gli volete dire a questa Roma qua? Che non parla italiano? Che è cambiata tutta? Come si sono accorti solo ieri sera alcuni cronisti? Ma chissenefrega! È una squadra spettacolare con ancora qualche amnesia difensiva. Con il p
È una squadra spettacolare con ancora qualche amnesia difensiva. Con il piacere di tergiversare ancora un po’ troppo ad inizio gara. Ma è una grande, grandissima Roma. Con un gioco divertente e massiccio. E con questi trenta minuti a partita da Brasile anni 70 in cui tutti entrano in area arrivando come coltello nel burro nelle difese avversarie. Arrivano da ogni parte, dal centro come dai lati. Ti lascia a bocca aperta questa Roma qua. Ti fa sorridere mentre la vedi avanzare e scambiare rapida e padrona la palla tra i suoi ragazzi dal futuro radioso. In cui Totti e Perrotta, a freddo, si sono inseriti ieri come se nulla fosse. E se ci fosse una giustizia – che sappiamo non esserci – ieri sarebbe stata una goleada. Ma ci accontentiamo dei tre gol segnati e di un Taddei esaltante. Di un Lamela immenso quando gli spazi si aprono e di un Pjanic - De Rossi a cui lustrare gli scarpini ogni giorno che Dio manda in terra.
E solo un distratto giudice di linea e un ancor più disorientato arbitro hanno saputo derubare Osvaldo della più bella rete in sforbiciata mai vista negli ultimi venti anni. Lo hanno derubato in modo grossolano e volgare. Come ladri che distruggono un quadro prezioso che non vien via dalla parete pur di caricarselo in qualche modo in macchina. Ma l’Olimpico ha visto. I romanisti hanno tutti visto molto bene il perché l’italo-argentino è stato così caparbiamente richiesto da Luis Enrique. E la pazienza con cui hanno saputo attendere che la macchina giallorossa finisse parte del rodaggio, è stata ampiamente premiata. Sappiamo di poter guardare davanti a noi con tranquillità. Avremo una Roma veramente da ciclo internazionale. E abbiamo una Roma che può dire la sua e a voce alta anche in questo stesso campionato. E il merito di far giocare così tanti giocatori che non si erano neanche visti in tv, è il grande merito del nostro allenatore asturiano.
Dice: si vabbè, ma era il Lecce. Ma noi giochiamo con tutti gli avversari nello stesso modo. E comunque la prendo per buona. Era il Lecce. Ma quello di ieri sera non era Bojan. Ci sarà da ridere quando il piccoletto entrerà in porta con tutta la palla ogni settimana. Comunque noi stiamo crescendo. E lo stiamo facendo ampiamente prima dei tempi previsti.

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