Non si placa la tensione tra la Roma e i dipendenti coinvolti nel piano di trasferimento dalla sede di Trigoria ai punti vendita sparsi per la Capitale. Nonostante il tavolo di mediazione promosso ai primi di settembre con il supporto della Regione Lazio, il confronto si è chiuso con un nulla di fatto e con l'arrivo di ulteriori provvedimenti disciplinari.
La situazione è stata descritta chiaramente da Alessandra Aglitti (Fisascat Cisl Capitale e Rieti) e Massimiliano Aglitti (Filcams Cgil Roma e Lazio) ai microfoni di RomaToday: “La Regione ha invitato l’azienda a mediare, ma non c’è stata alcuna apertura e anzi poco dopo sono arrivati nuovi trasferimenti e lettere di contestazione”. I sindacalisti hanno aggiunto che tali provvedimenti hanno colpito "parecchi dipendenti tra quelli trasferiti", evidenziando che “anziché venire incontro ai dipendenti, l’azienda li sta continuando a mettere sotto pressione”.
Al centro della vertenza non c'è soltanto il cambio di sede lavorativa, quanto un mutamento delle mansioni che, secondo i sindacati, configurerebbe un demansionamento. L'azienda, dal canto suo, motiverebbe i trasferimenti parlando di valorizzazione e di una riorganizzazione aziendale legata ai futuri cambiamenti strutturali dovuti al nuovo stadio. Una spiegazione rispedita al mittente dalle sigle sindacali: "Una riorganizzazione non può tradursi nella cancellazione delle professionalità: non vorremmo che fossero loro, e magari anche altri in futuro, a dover pagare i cambiamenti dovuti alla progettazione del nuovo stadio".
Di fronte a questo muro contro muro, Fisascat e Filcams hanno deciso di chiamare direttamente in causa il Campidoglio: “Avevamo invitato anche il Comune all’incontro, ma non abbiamo avuto risposta, quindi lo chiediamo nuovamente perché riteniamo importante che Roma Capitale intervenga su una situazione grave come questa”, hanno spiegato Alessandra Aglitti e Massimiliano Aglitti, sottolineando che “è un problema occupazionale e potrebbe continuare visto che già sono previsti trasferimenti aggiuntivi”. Nel frattempo, la mobilitazione non si ferma e i lavoratori restano pronti a nuove azioni di sciopero.
(romatoday.it)