LR24 (A.CIARDI) - Da anni si chiedeva di accorpare le partite delle Nazionali per evitare le tante interruzioni ai campionati. Lo hanno fatto. Nessuno però ha pensato che tale iniziativa potesse essere sfruttata per trovare una soluzione a un altro problema, che ogni anno scatena la solita polemica, sistematicamente evidenziato da allenatori, presidenti e dirigenti durante l'estate. Quando tutti si lamentano del mercato che chiude con i campionati già iniziati. Quando ci si scapicolla per completare le squadre, quando si commettono errori nel caos finale delle negoziazioni, quando si è costretti a rivedere in extremis le strategie, perché magari ci sono calciatori che cambiano corso e da indesiderati diventano preziosi. O, purtroppo, si infortunano. Possibile che nessuno abbia pensato di chiudere il mercato a metà agosto, poco prima dell'inizio delle principali leghe europee, per poi riaprirlo all'inizio della sosta lunga e chiuderlo definitivamente due giorni prima della ripresa dei tornei nazionali?
Dieci giorni, più o meno dopo avere visto quattro giornate, utili per avere elementi di giudizio concreti su cosa serve, cosa urge, cosa non serve, per valutazioni più serene e corroborate dai fatti, al contrario delle caotiche mosse estive, tra club strozzati da questioni di bilancio che cercano alla rinfusa e caoticamente di salvare capra e cavoli, esigenze tecniche e finanziarie.
Dieci gironi di mercato a campionati fermi, non esattamente una finestra di riparazione che un tempo faceva riaprire le danze a ottobre. Più semplicemente un appendice estiva, che permetterebbe di evitare il piagnisteo generale di allenatori, dirigenti, presidenti, perché tutti si lamentano delle date del mercato, ma nessuno muove un dito affinché alle parole seguano i fatti. Se la sosta lunga diventasse un abitudine, i dieci giorni sottratti al mercato estivo verrebbero recuperati tra fine settembre e inizio ottobre, e diventerebbero una certezza.