IL MESSAGGERO (U. TRANI) - «Te ne devi anna». Il coro dal settore ospiti del Franchi si alza qualche secondo prima del quarantesimo del secondo tempo: i tifosi giallorossi scaricano Luis Enrique
Fate ridere: così festeggia la curva Fiesole il primo successo di Delio Rossi. La Fiorentina esce dalla crisi grazie alla collaborazione della Roma che è fuori del match già prima dellinizio. Con Osvaldo e Borriello a casa, esclusioni volute dallasturiano per dar forza allo spirito di gruppo, nemmeno Totti è titolare, resta in panchina avvolto nel suo piumino nero extralarge per tutta la gara. La rinuncia ai tre centravanti è il primo errore del pomeriggio che comincia con il minuto di silenzio in ricordo di Socrates, lex brasiliano della Fiorentina, scomparso ieri mattina. Luis Enrique sbaglia davanti e persevera dietro, dove rilancia Cicinho, ultima gara il 22 settembre con il Siena: il brasiliano, senza ritmo e fiato, non è presentabile. Con il suo rientro, finisce anche unaltra favola e cioè che lallenatore sceglie chi sta meglio. Cicinho si nota solo perché chiede in continuazione da bere e non è certo da rimproverare per un pranzo troppo saporito a Coverciano prima di trasferirsi allo stadio.
La Roma, insomma, non schiera la formazione migliore e si arrende subito per un errore individuale. Su spizzata di Gilardino, Juan perde un contrasto con Jovetic in area e atterra il montenegrino davanti a Stekelenburg. Rigore e rosso. Jovetic trasforma: 1 a 0 al diciassettesimo. Con un uomo in meno, De Rossi arretra in difesa e Pjanic si abbassa a centrocampo, dove il centrale diventa Gago che aiuta i compagni a risollevarsi. Per mezzora i giallorossi fanno un discreto possesso palla, lasciando poche ripartenze alla Fiorentina che non si scopre e che va al tiro solo con Jovetic per la risposta in angolo di Stekelenburg.
Anche se Bojan ci mette lanima, senza attaccante centrale, cross e corner sono inutili: la Roma non conclude mai (seconda gara di fila senza segnare) e prima dellintervallo subisce la seconda rete. Contropiede di De Silvestri e chiusura di Taddei in angolo. Su corner di Montolivo, Gamberini di testa, con dormita di Heinze, firma il 2 a 0 al quarantaquattresimo. Da quattro minuti i tifosi giallorossi chiamano in campo Totti: «Cè solo un capitano» e «Totti, Totti, Totti-gol». Luis Enrique non raccoglie, anche perché ormai il capitano sarebbe ininfluente, sotto il diluvio (e di due reti) e con un uomo in meno.
La Roma dopo lintervallo non è più quella della prima parte. È come se si fosse arresa. De Rossi è straordinario da difensore e limita i danni, Taddei va avanti con il cuore. Gli altri niente. Lamela fa due tiretti tanto per partecipare. Pjanic è anonimo. Perrotta centra poco con il palleggio: fuori dopo unora, ecco José Angel, ma da mezzala, tanto per esagerare ancora un po. Sarebbe stato più giusto togliere il diffidato Gago che crolla allimprovviso: fallo a centrocampo su Behrami al diciottesimo e ammonizione. Largentino si innervosisce perché salterà la Juve e rimedia anche il secondo giallo tredici minuti più tardi, andando a cercare la gamba di Jovetic che vola in contropiede. La Roma è in nove. Pjanic è appena uscito, dentro Simplicio. Crampi per Cicinho: tocca a Greco. Delio Rossi e il portiere Boruc vogliono il possesso palla, in campo cè Silva per Gilardino: sarà luruguaiano a calciare il rigore del 3 a 0 al quarantunesimo, concesso per «parata» di Bojan su volèe di Nastasic. Espulso anche lo spagnolo, prima dellultima presa in giro della gara: Silva realizza la sua prima rete, concessione del rigorista Jovetic. Fate ridere: slogan che non fa una piega.