L’orgoglio e la forza della tradizione sotto il segno H501

La penna degli Altri
lunedì, 18 settembre 2017 alle 13:32
dzeko esulta roma verona
IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) - Gente romana. H501 a palla. Figli della Capitale, cresciuti a pane e Roma. Cuore mezzo giallo e mezzo rosso. Come da tradizione. Come da Storia.Un vanto per i tifosi, prima che per il club. Gente che ha la maglia tatuata sulla pelle, segno indelebile di amore e fedeltà. Privilegio e onore per pochi. Chiudete gli occhi e ripensate a quanto visto sabato sera all’
Olimpico: Totti in tribuna, De Rossi, Florenzi e Pellegrini in campo. Capito? Un passaggio di consegne, sotto il segno della continuità. Non un’immagine inedita, perciò. Se mai, la Storia che si tramanda. Cambiano gli interpreti, non cambia la sostanza. Perchè il tutto è collegato da un filo indistruttibile.Fratelli, prima che colleghi. Tifosi in campo, oltre che professionisti. Ragazzi che da bambini sognavano di diventare giocatori della Roma e che oggi, giocatori della Roma veri, continuano ad esser bambini per festeggiare un gol o una vittoria. L’immagine che ritrae Florenzi, Pellegrini e capitan De Rossi sorridenti alla fine della partita contro il Verona vale più di mille parole. I loro sorrisi erano i sorrisi della gente in Sud; la loro gioia quella dei tifosi sparsi all’ombra del Cupolone e dintorni. Perché se è vero, come sostengono convinti tanti calciatori transitati da queste parti, che la Roma è una cosa che non te la levi più dalla testa, figuratevi cosa possa passare nelle teste di chi la Roma ha cominciato a viverla da bambino, mano nella mano con il papà allo stadio Olimpico. E adesso si ritrova in mezzo al campo. Brividi, giusto?
FASCIA DA BRIVIDI – Complicato farsi capire da chi non sa cos’è Roma e la Roma. Da Ago e Bruno a Peppe fino a Checco e poi via di corsa verso Daniele, Ale e Lorenzo. Ecco cos’è la Roma. In un calcio che non ha più bandiere, la squadra giallorossa continua a sventolarne a volontà. Bandiere vere, non banderuole. L’eredità e la fascia delCapitano, se qualcuno avesse avuto dei dubbi, è in ottime mani. E non è assolutamente un caso che la Roma sia l’unica squadra del campionato ad avere un capitano e un vice capitano figli della città. Perché essere il capitano della Roma significa essere anche il capitano dei tifosi della Roma e, perciò, la fascia – senza che nessuno si offenda – non può andare su un braccio qualsiasi. «Lassatece passà semo romani, de li giardini semo li mejo fiori…
».

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