IL ROMANISTA (V.META) - Estate 2011, Roma a Riscone per il ritiro estivo. Luca Antei si allena agli ordini di Luis Enrique con discrete prospettive di permanenza, Alessandro Florenzi è convalescente dopo un intervento di appendicectomia che spera non gli comprometta la preparazione con il Crotone. Novembre 2013, Florenzi sta per raggiungere quota 50 presenze in Serie A e ha buone probabilità di andare ai Mondiali, Antei si prepara a mettere piede per la prima volta allOlimpico, ma da avversario.
Dopo lo scudetto si dà per certo che loro, al pari di Montini, Caprari e Viviani faranno almeno il ritiro con Luis Enrique. Invece dalla lista per Riscone restano clamorosamente fuori il capitano e il bomber della Primavera tricolore: Florenzi non ne fa un dramma, anzi. Che il suo futuro possa essere a breve in Serie A non lo prevede nessuno, tantomeno lui. Antei, nonostante il ritiro con Luis Enrique (
«che sincazzava quando buttavamo via il pallone, ma di schemi difensivi non ce ne ha mai fatti provare», raccontava), finisce in prestito al Grosseto con una precipitosa trattativa iniziata e finita lultimo giorno di mercato. A Luca la notizia arriva mentre è in macchina con Florenzi per raggiungere il raduno dellUnder 21. È la prima convocazione per entrambi, ma mentre Florenzi sfiorerà il titolo Europeo in Israele, Antei arriverà a pensare di aver chiuso con lazzurro nei lunghi mesi di riabilitazione dopo il brutto infortunio al ginocchio rimediato allultima di campionato con il Grosseto. Torna in campo solo a gennaio 2013, un paio di partite con la Primavera per riprendere il ritmo partita, poi la partenza per Sassuolo: trovare spazio è durissima, Di Francesco lo manda spesso in tribuna (ma commisionandogli relazioni tattiche «perché da lassù puoi vedere cose che io non vedo»), però alla fine tocca a lui giocare dal primo minuto lo scontro promozione con il Livorno e la festa per la Serie A fa passare in secondo piano pure il doppio giallo con cui lascia la squadra in dieci a inizio ripresa. Il Sassuolo in estate riscatta la metà del suo cartellino (che adesso è in compropietà fra gli emiliani e la Roma), sembra tutto fatto per il suo passaggio in prestito al Novara e invece la società blocca tutto e lo trattiene. «Mi sa che pure questanno starò a guardare...», confida Luca agli amici nel pieno di un avvio di stagione da incubo per la squadra di Di Francesco. Intano, però, Di Biagio lo riporta in Under 21: «È un ragazzo intelligente dentro e fuori dal campo - ha detto ieri il ct -. Se trova continuità, diventa un grande giocatore. Può guidare la linea difensiva come un leader»
. Come ha fatto a Genk, nella notte eroica degli azzurrino contro il Belgio, con tanto di salvataggio in rovesciata a due passi dalla linea di porta, sotto gli occhi di un incredulo Bardi. E come ha fatto con il Bologna, seconda da titolare dopo il buon esordio contro il Napoli: se il Sassuolo ha vinto la sua prima partita in A, lo deve a al suo salvataggio sulla linea a portiere battuto. Da allora non è più uscito e con ogni probabilità non lo farà neanche domenica allOlimpico contro lamico Florenzi, che giocando a sinistra, dovrebbe trovarsi a passare proprio dalle sue parti. Conoscendoli, è difficile pensare che stringendosi la mano non si lascino sfuggire una risata, ricordando i tempi in cui si chiedevano se davvero ce lavrebbero fatta a giocare in uno stadio di Serie A.