CORSPORT (A. GHIACCI) - Se non fosse stato per quella distorsione alla caviglia destra rimediata allOlimpico nella vittoria contro il Torino, molto probabilmente Erik Lamela oggi sarebbe al pari di Totti e Florenzi: largentino non avrebbe saltato una partita di campionato come solo i due romani sono riusciti a fare.
PUNTI - Senza Lamela, con Pjanic ormai promosso come attaccante, i giallorossi sono comunque riusciti a segnare e a vincere: 9 punti contro Pescara, Siena e Fiorentina con 8 reti allattivo e solo 3 al passivo. Lamela ha rispettato la tabella che era stata fissata nel momento degli esami effettuati alla caviglia: si è rimesso a disposizione domenica scorsa, quando è andato in panchina contro la Fiorentina. Ieri sera ha saltato la gara di Coppa Italia per scontare la prima delle due giornate di squalifica rimediate poco meno di un anno fa, a Torino contro la Juventus, quando nel quarto di coppa reagì con un calcio a un fallo di Chiellini e fu espulso. Ma a Verona, domenica pomeriggio in casa del Chievo, ci sarà. Anche se in questi quattro giorni che mancano Lamela vivrà in una condizione che probabilmente non conosceva più: sarà in ballottaggio con gli altri attaccanti e dovrà convincere Zeman con il lavoro negli allenamenti per guadagnarsi un posto da titolare. (...)
IMPEGNO - Lamela, però, ha impressionato tutti, dai tifosi alla società fino a Zeman e ai compagni, grazie al grande impegno profuso nella prima parte di stagione. Incontenibile negli ultimi venti metri, dove con il sinistro è in grado di fare praticamente ciò che vuole, il ventenne argentino ha sempre dato tutto anche nellaiuto della squadra, dalle corse allindietro per dare man forte alla fase difensiva, ai movimenti senza palla chiesti da Zeman. Oggi Lamela è uno dei giovani più forti del panorama internazionale: da anni, soprattutto in Argentina, in tanti erano convinti che quel ragazzo con la capigliatura appuntita sarebbe esploso, la Roma lo ha pagato tanto (quasi 20 milioni di euro, commissioni comprese, spesi poco più di un anno fa) ma ora si gode i frutti del forte investimento. (...)