Ranieri: Roma io non mollo

La penna degli Altri
domenica, 20 febbraio 2011 alle 10:15
CORSPORT (G. D'UBALDO) - Claudio Ranieri prova a prendere il diavolo per le corna e a dipingere un quadro meno desolante della Roma attuale. Non tutto è perduto per il tecnico di San Saba, si può ripartire con qualche accorgimento, con maggior compattezza, cer­cando di sedare i malesseri dello spogliatoio
SFIDA - Allontana il più possi­bile il suo divorzio dalla Ro­ma:
«Intanto non me ne va­do, state tranquilli. Non ab­bandono la nave, a me piac­ciono le sfide, lo spogliatoio è sano, il corso delle cose le fa­remo cambiare noi. Ho una squadra che sta bene, sono convinto che ne verremo fuo­ri a fine stagione, ma sono fi­ducioso anche in prospettiva. Quello che più conta è la par­tita con il Genoa, i ragazzi sono motivati, vogliono fare l'impossibile per rimontare in Champions League, dob­biamo ritrovare fiducia» . Ra­nieri non si spaventa di fron­te alle difficoltà. Non è affat­to convinto di lasciare la Ro­ma, conferma che sta parlan­do del rinnovo per il prossi­mo anno: «Ne ho vissute tante di situazioni difficili. Al­l'estero non mi hanno mai re­galato nulla. Noi siamo este­rofili, ma quando vai fuori devi prima dimostrare e poi vieni accettato. La situazio­ne è difficile, da romano ci sto male il doppio. Ma le sfi­de le ho sempre accettate e continuerò a sfidare sempre me stesso» . E sfida chi da tempo auspica il suo esonero senza giochi di parole: «Per­chè qualcuno continua a dire che lascio? La famiglia Sen­si per ora è proprietaria, ma sta vendendo. C'è una banca che sta cercando di mediare e un compratore che si deve insediare. Ho ricevuto mes­saggi positivi, di stima, mi vogliono rinnovare il contrat­to, ma diamo tempo al tem­po, non si può volare. Sono i nuovi che arrivano che mi vogliono confermare. Alcuni di voi hanno scritto che sono aziendalista. La società ti propone un contratto, ti dice quali sono le direttive. Ma bi­sogna valutare i programmi. Quando sono venuto alla Ro­ma sapevo che non c'erano soldi, me ne potevo andare lo scorso anno, sapevo che la situazione sarebbe stata diffi­cilissima. Se fossi andato via l’anno scorso, saremmo stati tutti contenti. Ma sono voluto restare, andando via mi sem­brava di tradire me stesso» .
CAOS - Con la piazza in sub­buglio e la contestazione che monta Ranieri preferisce vi­vere alla giornata: «Ai tifosi non interessa il futuro, ma domani (oggi, n.d.r..) a Geno­va vuol vedere gente che si ammazza sul campo per il ri­sultato, questo vuol vedere il romano. Chi viene l'anno prossimo, che programma ha, non gliene frega niente» .
SCELTE - Ha inserito tra i con­vocati Pizarro, ma il cileno non dovrebbe partire dall'ini­zio e comunque il suo caso sembra ancora aperto: «Non è cambiato nulla, ho deciso di portarlo, sta sempre me­glio, è pronto per tornare con noi. Lo porto e poi faccio le mie considerazioni, è fermo da più di 50 giorni, ha dei dubbi, è normale. Pensavo di riaverlo con il Parma, ma ho fatto una forzatura. In casi estremi ho bisogno di tutti» . Una cosa è sicura: toglierà un attaccante: «Sto valutan­do tutto, anche giocare con un solo attaccante. Mi pren­do le mie responsabilità e se qualcosa ho sbagliato è stato proprio il voler giocare con troppe punte. All'estero le al­tre punte rientrano, noi non ce la facciamo e dobbiamo coprirci di più» . Il problema è la disponibilità al sacrificio degli attaccanti: «Lo Sha­khtar non ha corso più della Roma, nessuno corre come Brighi, Taddei e Perrotta. Ma abbiamo toccato con mano che contro alcune squadre ci sono state difficoltà. Contro il Napoli i loro attaccanti rien­travano, ho messo Menez per cercare di vincere la partita e l'ho persa. Devo cercare di migliorare la squadra, ri­creare un certo equilibrio. In questi quindici giorni abbia­mo fatto un bel casino, lo ri­conosciamo, ma continuia­mo a lavorare» .
CASI - E con Borriello ha chiuso il caso dopo il disap­punto espresso dall'attaccan­te mercoledì sera: «Ho subi­to chiarito, sono molto diret­to con i miei giocatori, è an­data bene... Marco ha proble­mi alla schiena, si è allenato ma è ancora un po' contratto, vediamo, parlerò con lui» . Adriano è ancora in Brasile. «E' un ragazzo talmente splendido che sono convinto che i compagni lo abbracce­ranno quando tornerà. Non è successo nulla di quello che è uscito dal Brasile, sarà an­dato a una festa...» .

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