CORSPORT (A.GHIACCI) - Rosella Sensi, Claudio Ranieri, Julio Sergio, Marco Cassetti, Nicolas Burdisso, Juan e Luca Toni. E loro il derby, più che di altri. Per loro si tratta di un vero e proprio riscatto. Rispetto al recente passato le posizioni di questi sette personaggi giallorossi sono cambiate tanto. Chi per un motivo, chi per un altro, ha guadagnato posizioni nel rispettivo ruolo nel giro di pochissimo tempo: in tribuna, in panchina e in campo si respira adesso tuttaltra aria. Qualcuno è stato allontanato dal proprio precedente club, dato per bollito.
Qualcunaltro era alla Roma solo per fare numero. E poi chi non partecipava alla causa giallorossa e chi il campo non lo aveva mai, ma proprio mai visto. Eppure a leggere lelenco dei sette salta subito allocchio come si tratti di sette protagonisti della rincorsa dei sogni: il presidente, il tecnico, il portiere titolare, i due centrali e un esterno di difesa, un centravanti campione del Mondo. Ma di quale riscatto avranno mai avuto bisogno? Nessuno in particolare, ma il loro grado di soddisfazione per essere arrivati a giocarsi un derby che può valere quella cosa lì, dopo aver attraversato ciò che ognuno di loro ha attraversato, devessere senza dubbio maggiore del comune. Vediamo perché.
ROSELLA SENSI
Partiamo dal presidente. Allinizio di questa stagione ha toccato il punto più basso in termini di popolarità. Non cera un tifoso che fosse uno che gradiva le scelte societarie, su qualsiasi campo. Investimenti sbagliati, scarsa comunicazione, incompetenza, poca chiarezza: di tutto questo era accusata Rosella Sensi. E il suo staff chiaramente aveva le proprie responsabilità agli occhi dei tifosi. Oggi è tutta unaltra storia. Ranieri prima e Montali poi, sono scelte sue. Il presidente ha saputo tenere duro nel momento più difficile e, grazie anche allaiuto dei fidati Conti e Pradè ha riportato la Roma al primo posto, vicinissima al sogno. I problemi economici non sono risolti, sia chiaro, ma certo che affrontarli con ritrovate fiducia e serenità è unaltra cosa. Se la Roma è lassù, il merito è anche del presidente.
Ranieri
Roma lo ha accolto a braccia aperte e lui si è fatto rimpiangere dalla Juve. E la sua rivincita, di Claudio Ranieri, la migliore che chiunque possa mai sognarsi di vivere. Contro chi? La Juventus, prima di tutto. Lui non lha mai detto e mai lo dirà, ma essere scaricato da secondo in classifica solo perché non in linea con lo stile-Juve o solo perché aveva detto che a una squadra che giocava col 4-4-2 da dieci anni Diego non serviva, non gli è andata giù. E allora ecco il sogno che comincia ad avverarsi. Prima di tutto la panchina della Roma, la squadra di cui è tifoso, nella sua città. I primi risultati positivi, qualche difficoltà, e poi? Ventitré partite senza perdere e primo posto in classifica. Ai danni di chi? Proprio di colui che aveva detto che era vecchio e che aveva vinto solo qualche coppetta. Vero Mou? E intanto la Juventus non sa che pesci prendere e rischia lEuropa. Senza contare l1-2 di Torino...
Julio Sergio
Da « miglior terzo portiere del mondo» , come lo aveva definito Spalletti, a titolare inamovibile e spesso decisivo. « Più forte o più fortunato?» si cominciarono a chiedere i tifosi della Roma dopo le prime incredibili prestazioni. Julio Sergio è forte, su questo non cè dubbio. E qui già ci sarebbe da chiedersi come mai Spalletti e il suo staff non lo avevano mai preso in considerazione. Poi anche un po fortunato, ma la fortuna serve sempre nella vita, e comunque aiuta chi se la cerca. Ha saputo attendere il suo momento e ora si gioca anche lui il sogno, dopo aver tolto il posto allaltro brasiliano Doni e vinto i ballottaggi con Artur e Lobont. E già pronto il rinnovo contrattuale.
Juan
E stato uno dei principali artefici della rimonta con la cura Ranieri. La convinzione che la Roma avesse fatto un grandissimo affare cè sempre stata. Daltronde non si indossa la fascia di capitano del Brasile se non si è forti, ma forti davvero. Però, tra infortuni di varia natura e obbedienza rigorosa alla Seleçao - a volte andata oltre limportanza dellimpegno verdeoro di turno - i dubbi non erano mai stati completamente risolti.
«Dopo Chivu, che si rompeva sempre, ora Juan, che non cè mai »
: questo hanno pensato a lungo i tifosi della Roma. Poi la cura Ranieri: ma
ha ripreso Aldair? No, è sempre Juan, quello per il quale avevano garantito tantissimi addetti ai lavori. E uno dei principali artefici della rimonta!
Cassetti
E tornato il re della fascia destra E non solo grazie al gol nel derby. Prima di lui venivano Motta e Cicinho. Ranieri però, dopo averli provati, ha prima lasciato partire il brasiliano e poi definitivamente accantonato Motta. Marco Cassetti si è ripreso il suo posto di esterno destro della difesa a quattro e non lo ha più lasciato. Perché? E quello che più di tutti garantisce le caratteristiche che il tecnico chiede: capacità di accompagnare lazione, andare sul fondo e partecipare un attimo dopo alla chiusura difensiva. Senso della posizione, buona fisicità e intraprendenza. E due gol: uno è valso il derby dandata, laltro - quello di domenica scorsa - il primato. E allora alcuni errori (tipo quello con la Juventus alla 2ª giornata) gli si possono anche perdonare.
Burdisso
Mourinho lo considerava il sesto difensore centrale. Ora è un leader. Samuel, Lucio, Cordoba, Materazzi e, se serve, Chivu. E la lista dei difensori centrali che allInter venivano prima di lui. Mourinho ha lasciato andare Nicolas Burdisso così, come fosse uno qualunque. Lui non ha battutto ciglio, è arrivato in giallorosso a poche ora dalla prima di campionato e ha cominciato a lavorare. Risultato: titolare al posto dello spento Mexes, attaccamento alla maglia fin dal primo giorno, dedizione alla causa, contributo altissimo in termini di grinta e abitudine a giocare gare di alto livello. Insieme a Juan ha chiuso i varchi difensivi a doppia mandata e la Roma ha ritrovato la sua solidità. Non basta? Ci sono anche due gol allattivo. Scusate se è poco.
Toni
Sta vincendo la sua scommessa allinseguimento del sogno Mondiale. Louis Van Gaal, al Bayern Monaco, non lo faceva giocare. Di più: non lo vedeva proprio. E allora ecco che loperazione Toni ha cominciato a prendere corpo dalle parti di Trigoria. Lui, Luca, aveva e ha tanta voglia di dimostrare che è ancora un giocatore sul quale si può puntare. Sei mesi fatti bene alla Roma e il sogno del Mondiale di Sudafrica: questo era il progetto. E a parte linfortunio che lo ha bloccato per oltre un mese il piano sta procedendo. Undici presenze e cinque gol finora. La capacità naturale inoltre, di fare reparto da solo. E i tifosi della Roma già sognano di vedere al più presto, magari già nel derby, la mano che ruota intorno allorecchio...