Lo stadio è lontano: ora serve un acquirente

La penna degli Altri
giovedì, 19 novembre 2009 alle 9:21
IL MESSAGGERO (U. TRANI) - I russi, i russi, gli americani... E adesso? Kerimov e la sua Nafta Mosca sono evaporati nel febbraio 2004; Soros e il suo gruppo a stelle e strisce si sono ritirati nel maggio 2008. Addirittura non c’è più la cordata svizzero-tedesca, Flick e Fioranelli, scartata prima dell’estate scorsa.
La famiglia Sensi ha poco tempo a disposizione per scegliersi un interlocutore che possa in fretta diventare anche un acquirente per la As Roma calcio, l’asset più prezioso, ma che, anche per i risultati sportivi, classifica scadente di una squadra in cui abbondano i flop player, non ha più il valore di qualche anno fa, quando in panchina c’era ancora Fabio Capello, una garanzia anche per chi si metteva al tavolo per una negoziazione, o anche di tre anni fa quando Luciano Spalletti, meno conosciuto all’epoca a livello internazionale, aveva riportato in Champions League la società giallorossa che per due stagioni di fila fu tra le migliori 8 d’Europa.
Rosella Sensi non può più permettersi di aspettare la costruzione del nuovo stadio di proprietà, presentato qualche settimana fa a Trigoria. Deve scegliere che cosa fare. Se cedere la Roma subito a Francesco Angelini, Mister Tachipirina, l’unico romano che si dice pronto a fare un’offerta. Che la Sensi e le altre quattro donne della sua famiglia (la mamma Maria, la zia Angela e le due sorelle Maria Cristina e Silvia) non considerano competitiva. Ma Angelini da tempo, cosa detta anche pubblicamente, sta cercando partner, per aumentare la proposta, anche se i rapporti personali con le Sensi non sono tali da consentire una trattativa semplice.
In questi giorni, comunque, le banche stanno aiutando Rosella Sensi ad attivare i canali internazionali. Lunedì, nella sede romana di Unicredit in via Tupini, si è affacciato uno dei figli del leader libico Gheddafi. Da tempo si tratta con un fondo medio-orientale e la famiglia Gheddafi potrebbe comunque partecipare all’investimento. Ma anche i rappresentanti di un fondo russo sono stati ultimamente interpellati, mentre dall’America c’è sempre chi vigila sulle vicende di Trigoria. Magari, dopo la bufala degli sceicchi che fece infuriare Soros, per prendere la Roma all’asta. E’ l’affare che stanno fiutando in molti. Angelini e gli stranieri. Gian Paolo Montali, ottimizzatore come carica ma di fatto direttore generale, è giallorosso su input delle banche. Franco Carraro, invece, sarebbe il punto di riferimento per la famiglia Sensi: l’ex presidente della Federcalcio è uno e trino. Sport, finanza e salotti buoni. Può aiutare.

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