Calciopoli, pm Narducci: "Agli atti 78 nuove telefonate". Ancelotti: "Percepivo circostanze strane". Moggi: "Revoca scudetto? Juve doveva farlo prima"

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martedì, 11 maggio 2010 alle 11:05
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La presenza del tecnico del Chelsea, Carlo Ancelotti, come teste chiamato dall'accusa nel processo a Calciopoli è stata confermata in apertura dell'udienza in corso al Tribunale di Napoli dal pm Giuseppe Narducci. Il tecnico fresco campione d'Inghilterra dovrebbe deporre intorno alle 12.
La trascrizione di 78 telefonate inedite è stata chiesta dal pm di Calciopoli, Giuseppe Narducci, in apertura dell'udienza del processo in corso a Napoli.
«Si tratta - ha spiegato Narducci - di conversazioni che riguardano il periodo storico coperto dalle indagini svolte dalla Procura di Torino e riguardano per lo più gli imputati Moggi, Pairetto e Mazzini. Alcune di queste riguardano il periodo dell'agosto 2004, altre - ha proseguito - coprono il periodo che va dal febbraio al maggio 2005 e sono relative a registrazioni su utenze in uso a Maria Grazia Fazi intercettata mentre parla con Bergamo, Moggi e Trefoloni. Sono intercettazioni - ha aggiunto Narducci - dal sicuro rilievo processuale».
L'accusa, inoltre, ha acquisito la cassetta della trasmissione Matrix andata in onda la settimana scorsa e dedicata a Calciopoli. «Nel corso di quella trasmissione - ha spiegato il pm - Moggi ha fatto dichiarazioni confessorie in merito al possesso di schede estere e ha dichiarato di averle cedute a Bergamo, Pairetto e a Romeo Paparesta. È - ha sottolineato il pm - un elemento di novità per cui chiediamo l'acquisizione di queste dichiarazioni». La difesa di Moggi si è opposta sull'acquisizione del filmato televisivo e ha chiesto la trascrizione di ulteriori 42-43 telefonate inedite. Anche la difesa di Pierluigi Pairetto ha chiesto la trascrizione di 30 telefonate non ancora note.
Accolto da fotografi e cameramen ha fatto il suo ingresso nell'aula 216 del tribunale di Napoli, dove è in corso l'udienza del processo a Calciopoli, il tecnico del Chelsea, Carlo Ancellotti. L'ex allenatore di Milan e Juventus, fresco campione d'Inghilterra, sarà ascoltato a breve come teste.
È vero che Moggi conosceva in anticipo, già il giovedì, le designazioni degli arbitri? È vero che si disse che «era pronta una torta per far vincere la Juve»? Sono alcune delle domande principali che il pm Giuseppe Narducci ha rivolto all'allenatore del Chelsea, Carlo Ancelotti, che ha deposto oggi in qualità di testimone al processo di Calciopoli. Il magistrato ha fatto riferimento a quanto emergeva da una telefonata tra il dirigente milanista Leonardo Meani e l'arbitro Pierluigi Collina durante la quale Meani riportava alcune confidenze che gli avrebbe fatto l'allenatore che all'epoca era alla guida del Milan. «Non lo posso dire - ha risposto Ancelotti - percepivo circostanze strane».
Ancelotti ha accennato «rapporti confidenziali tra Moggi e De Santis» pur sottolineando di non essere a conoscenza di episodi specifici. «Non so se Moggi era in grado di stabilire gli arbitri. Penso che avesse rapporti privilegiati con De Santis ma posso dire che era una sensazione che io avevo». Poco dopo il tecnico ha tuttavia precisato che l'arbitro De Santis «era portato ad avere rapporti confidenziali con allenatori e giocatori. Caratterialmente - ha aggiunto - era portato a manifestare confidenza». Ancelotti ha poi risposto alle domande di un difensore a proposito di alcuni giudizi pacati che lui aveva espresso dopo un Juve-Milan del 2004 quando fu annullato un gol ai rossoneri. «Un conto è quello che dico alla stampa - ha risposto sorridendo - un conto quello che penso. Sono solito usare toni pacati ma quello che pensavo era diverso».
Ancelotti ha poi affermato di non aver mai notato Moggi nello spogliatoio a colloquio con De Santis e ha spiegato che una volta, al termine di Juve-Milan, fu Gattuso a riferirgli di aver visto Moggi nello spogliatoio. Il pm è poi ritornato sulla presunta confidenza che Ancelotti avrebbe fatto a Meani sulla «torta che era pronta» per favorire la Juventus nel campionato 1999-2000. «No, non l'ho mai detto» ha risposto l'allenatore del Chelsea. Ancelotti si è infine soffermato sulla famosa partita Perugia-Juve giocata nel diluvio e che costò lo scudetto alla squadra bianconera all'epoca allenata dal tecnico emiliano. «Fu strano - ha detto Ancelotti - avevamo aspettato un'ora e mezza per riprendere il gioco, ma credo che l'interruzione fosse dovuta a ragioni di ordine pubblico. Non credo che fu un errore da imputare all'arbitro».
«Doveva farlo prima, ma va bene anche ora».
Così l'ex dg della Juventus Luciano Moggi in una pausa dell'udienza del processo Calciopoli in corso a Napoli, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano un commento sulla richiesta inoltrata dalla Juve a Federcalcio e Coni di revocare lo scudetto assegnato all'Inter nel 2006. Quanto alla deposizione resa in aula dall'ex tecnico della Juventus Carlo Ancelotti, Moggi ha detto di averla trovata «carina». No comment da parte dello stesso Ancelotti alla richiesta di un parere sulla mossa della società bianconera di chiedere la revoca dello scudetto attribuito all'Inter.
Con la testimonianza del calciatore Fabio Vignaroli si è conclusa l'udienza di oggi del processo a Calciopoli in corso al tribunale di Napoli. La prossima è stata fissata per il 25 maggio: in quella occasione verrà sentito come teste dell'accusa l'allenatore del Manchester City Roberto Mancini. Con lui saranno chiamate a testimoniare altre persone informate sui fatti dalle parte civili, dalle società Brescia e Bologna e dalla curatela della Salernitana. Tra questi anche il patron del Brescia Gino Corioni. L'intenzione del collegio giudicante è di esaurire con la prossima udienza l'esame dei testi per poi dare la parola ai difensori.

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