LAROMA24.IT - Stephan El Shaarawy è tornato al Genoa dopo dieci anni, chiudendo di fatto un capitolo aperto in una sessione di gennaio. Non è un dettaglio da poco: la storia recente della Roma è piena di colpi invernali che hanno cambiato il corso di una stagione, molto più di quanto normalmente si creda guardando solo al mercato estivo.
Non tutti gli acquisti di gennaio nascono per restare a lungo. Alcuni, però, hanno finito per pesare più di tanti colpi da prima pagina fatti a giugno, e la lista si allunga ogni anno con un nome nuovo.
Nainggolan, l'inizio di una tradizione
Il precedente più citato resta Radja Nainggolan, arrivato dal Cagliari nel gennaio 2014. L'operazione fu costruita in due tempi: prestito da 3 milioni di euro, poi riscatto della metà del cartellino per altri 6 milioni. Restò in giallorosso fino all'estate 2018, diventando uno dei centrocampisti più rappresentativi degli anni di Garcia e Spalletti.
La cifra complessiva, circa 9 milioni, racconta un affare che col senno di poi la Roma avrebbe pagato molto meno del suo reale valore di mercato.
El Shaarawy, il colpo tornato d'attualità proprio in questi giorni
Due anni dopo, gennaio 2016, arrivò Stephan El Shaarawy dal Milan: prestito da 1,4 milioni, riscatto fissato a 13 milioni, perfezionato a giugno dello stesso anno. Il "Faraone" restò in giallorosso per tre stagioni e mezzo, diventando uno degli esterni offensivi più utilizzati dell'era Di Francesco e Fonseca, oltre che uno dei preferiti della curva.
Proprio in questi giorni
El Shaarawy ha lasciato definitivamente la Roma per tornare al Genoa, la squadra dove tutto era iniziato sedici anni fa: una chiusura di cerchio che ha riacceso l'attenzione sui grandi colpi di gennaio della storia giallorossa, e sul perché continuino a incidere così tanto sulle stagioni successive.
Ibañez, l'investimento silenzioso che ha blindato la difesa
Non tutti i colpi di gennaio si misurano solo sul campo. Un acquisto ben riuscito è il tipo di notizia che sposta anche le quote pre-stagione: è in momenti come questo che conviene consultare i
migliori bookmakers italiani, come ricorda l'approfondimento di
calcioefinanza.it, per capire come cambiano le valutazioni sulla stagione giallorossa. Chi segue con continuità i siti scommesse legati al campionato sa quanto, dopo un gennaio così, cambi anche la percezione sulle ambizioni della squadra.
Meno celebrato ma altrettanto rilevante fu il colpo del gennaio 2020: Roger Ibañez, prelevato dall'Atalanta con un prestito con obbligo di riscatto fissato a 8 milioni di euro. Un investimento che all'epoca fece discutere, ma che si è rivelato decisivo negli anni della difesa a tre costruita da José Mourinho, quando la Roma aveva bisogno di certezze dietro più che di nomi altisonanti davanti. Ibañez è rimasto un punto fermo della retroguardia giallorossa per diverse stagioni, prima di intraprendere strade diverse: un altro esempio di come un colpo di gennaio, se scelto bene, possa valere più di un intero mercato estivo.
Malen, l'ultimo nome di una lista che si allunga
L'ultimo, in ordine di tempo, porta il nome di Donyell Malen. Arrivato dall'Aston Villa il 16 gennaio 2026 con la formula del prestito, il suo riscatto è diventato obbligatorio dopo la qualificazione della Roma alla Champions League: a fine maggio è arrivata
l'ufficialità dell'acquisto a titolo definitivo, con contratto fino al 2030, l'ennesima conferma di quanto possa valere un gennaio giocato con lucidità.
Gian Piero Gasperini, che lo allena da questa estate, lo ha descritto così in una recente intervista: «Questo Malen può imitare Higuain». Un paragone pesante, per un giocatore arrivato in una finestra di mercato che, nella storia della Roma, ha già consegnato Nainggolan, El Shaarawy e Ibañez. È lo stesso schema che negli anni ha convinto la dirigenza a scommettere su di loro: prendersi un rischio a gennaio, quando il mercato è meno affollato di nomi ma più ricco di occasioni. Con El Shaarawy che saluta proprio in queste ore, tocca ora a Malen dimostrare di meritare lo stesso posto nella storia recente del club.