Da anni Pietro Vierchowod non si perde una partita del Como, squadra della città in cui vive e di cui ha vestito la maglia per cinque stagioni. Ma oggi il suo cuore è diviso perché a Roma lo Zar ha vinto lo scudetto del 1982-83. "Il Como gioca bene ma soprattutto in casa si espone al contropiede. La Roma invece mi ha stupito, tutta la squadra si difende e tutta la squadra attacca. Gasperini ha capito che se non prendi gol costringi gli altri a scoprirsi".
Quale attaccante di Como e Rome le piacerebbe marcare?
Malen, sarebbe una bella sfida. Quelli rapidi come lui non me li lasciavo scappare".
Alla Roma giocò un solo anno e vinse lo scudetto.
Facevo reparto da solo. La Roma era la prima squadra italiana che giocava a zona. Gli altri difensori salivano, io restavo dietro con il portiere. Se superavo la metà campo Liedholm mi urlava "Pietro, torna indietro". Ho segnato 38 gol in A, ma nessuno nella Roma. Mi era vietato solo provarci.
Fra Falcao, Conti e Pruzzo chi era il più difficile da affrontare in allenamento?
Pruzzo era eccezionale di testa e in acrobazia. Conti ti puntava e ti saltava. Falcao compariva di colpo in area e faceva danni. Che squadra.
L'aneddoto più divertente dello spogliatoio romanista?
Prima della mia partita d'esordio ho preso la maglia, l'ho indossata e Liedholm si è arrabbiato. Era super scaramantico. Le maglie le doveva distribuire lui. Mi disse: "Ma che cosa hai fatto? Speriamo non ti succeda nulla".
Se oggi avesse 25 anni sceglierebbe Roma o Como?
Roma è la Capitale. La gente è eccezionale e non parlo solo dei tifosi. Lo stadio è magico. La amo adesso, ma da giovani è meglio andare in una grande città.
(La Repubblica)