Un dito medio è per sempre. O forse no. Perché poi i tempi cambiano e i tifosi pure. Un bene? Probabile. Se lo augura anche Marten de Roon da Zwijndrecht, a mezz'ora d'auto da Rotterdam. No, non è un filosofo olandese ma un calciatore che fino a sabato era fieramente capitano dell'Atalanta e non solo. Tifoso del Feyenoord, inviso non poco da queste parti, e molto avvezzo all'utilizzo dei social. Così, nell'aprile del 2023, a pochi giorni dall'ennesima eliminazione degli olandesi per mano di Mourinho e dopo il successo dell'Atalanta per 3-1 sui giallorossi, Marten ha la bella idea di farsi qualche amico. Apre Instagram e scrive: "Quando le tue radici sono di Rotterdam e batti la Roma" allegando una foto dove con la mano sinistra fa il dito medio e su cui è appeso il portachiavi della Conference League, lo stesso oggetto che lo Special One aveva regalato a un giornalista olandese, ricordando il trionfo giallorosso a Tirana l'anno precedente. Apriti cielo. (...) Poi sabato, il colpo di scena. All'improvviso de Roon diventa un calciatore della Roma. (...) Non c'è nessuno ad attenderlo a Fiumicino, se non un paio di ragazzini che incuriositi filmano questo signore di quasi 36 anni scortato dalla polizia salire su un van del club. Roma e i romani sanno essere molto ospitali: lo saranno alla fine anche con Marten che tra l'altro, chi lo conosce bene, lo dipinge come un ragazzo simpaticissimo. (...) Nel 2021 pubblicò un video che lo ritraeva mentre si recava nello store ufficiale dell'Atalanta promettendo di pagare la maglietta ai primi tre tifosi che avessero comprato la numero 15 con il suo nome. Dopo ore di attesa e zero maglie vendute, chiuse il video andandosene sconsolato: "Scommetto che una cosa del genere a Messi non succede mai". Dovesse riproporre una cosa del genere a Roma - magari non subito Maarten... - ci sarebbe la fila al punto vendita di turno. De Roon stia quindi tranquillo. Non è più tempo del Gam (Gruppo anti Manfredonia), della gente inviperita per l'arrivo di Benetti (poi diventato un beniamino della tifoseria) o di Buriani a fine carriera, di Kolarov o di Berggreen al quale Eriksson diede la 7 di Conti facendo indispettire più di qualche tifoso. Probabilmente se la trattativa fosse andata per le lunghe, come quella di Bonucci un paio di anni fa, avrebbe avuto qualche problema in più ad andare in porto. Ma il cotto e mangiato notturno firmato D'Amico, l'aria estiva che ancora si respira in città, la benedizione di Gasperini ("Da avversario queste cose capitano, ma lo apprezzerete. Sui social è divertente, vi assicuro che è una bella persona"), un altro arrivato non certo con il beneplacet di tutti, e magari qualche buona partita in futuro, permetterà di passarci sopra. Anche perché, seguendo l'input di morettiana memoria, de Roon di romanista ha già fatto qualcosa d'importante. Chiedete a Gasp chi è stato a convincerlo a prendere Malen. Eh sì, proprio Marten da Zwijndrecht. Vale un' indulgenza plenaria?
(Il Messaggero)