Da lunedì 28 la parte del leone la fa lo stadio della Roma. Ma il quadrante di Pietralata è forse l'area di Roma su cui più di altre le istituzioni stanno puntando per farne un nuovo fulcro della città. C'è la rinascita urbanistica: ci sono i parchi, gli alberi e le panchine. Ci sono parcheggi e un enorme sforzo di implementazione del trasporto pubblico locale di massa, quindi le metro-politane e le ferrovie. Ma c'è in gestazione avanzata la realizzazione di un gigantesco hub delle Ferrovie dello Stato e, soprattutto, sullo sfondo, la creazione di una vera e propria "cittadella delle scienze e della tecnologia". (...) Ora su Pietralata insistono una serie di progetti. Per quello che riguarda Ferrovie, lì dovrebbe andare il nuovo quartier generale del Gruppo. L'ipotesi iniziale prevedeva una forte densificazione dell'area ma, anche per la presenza dello stadio, questa densificazione va riducendosi. Ora stiamo lavorando per comprendere come si modificano i pesi urbanistici proprio per lo stadio. Il valore dell'investimento, comunque non è inferiore ai 650 milioni di euro». Se come confini abbiamo il vallo ferroviario, poi l'hut, di Fs, a scorrimento c'è lo stadio con i suoi due parchi verdi che, di fatto, creeranno un polmone verde delle dimensioni di 12 ettari, poco più grande di Villa Celimontana. (...) E, a seguire, c'è in realizzazione il Rome Technopole, cioè quel primo segmento della vera e propria fu-tura cittadella delle scienze e della tecnica di Roma. Il Technopole è un luogo fisico (la Regione ci ha messo 23 milioni di euro per realizzarlo) nel quale trovano un punto di incontro le istitu-zioni, le università, le aziende e "i cervelloni" che lavorano nei campi dell'alta tecnologia: aero-spazio, difesa, biotecnologie, far-maceutica. (...) Altro punto di grande rilievo è la riqualificazione ambientale. Detto dei due parchi che la Roma realizzerà al centro del quadrante, sono partiti finalmente i progetti legati al "Print" (Programma integrato di riqualificazione urbana) di Pietralata. Significa lo sviluppo urbano ma anche la messa in sicurezza e la riqualificazione del corso dell'Aniene. L'unico punto che resta ancora da definire riguarda la destinazione dell'edificio che, inizialmente, avrebbe dovuto accogliere la sede dell'Istat, l'Istituto italiano di statistica. Qui la palla è nelle mani del demanio.
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(Il Messaggero)