IL TEMPO (LORENZO PES) - Non chiamatelo «Joyita». La
Roma torna da
Manchester con tanti interrogativi e alcune certezze, tra cui una che può far ben sperare per il futuro.
Matias Soulé è una realtà. Questa
Champions sta consacrando l'argentino che dopo i due assist contro il
Real Madrid all'
Old Trafford trova un gran gol che lo lancia anche a livello internazionale. Ne ha dovuti superare di ostacoli il talento di
Mar del Plata che adesso esalta e trascina l'attacco giallorosso a suon di invenzioni. Dai primi mesi in una squadra senza né capo né coda che non ne hanno facilitato l'ambientamento,passando per la pubalgia che l'ha fermato sul più bello all'inizio del 2026 fino a un'estate con tante voci di mercato. Ma Mati non si è mai fermato, rimettendosi in forma per non perdere la sua Roma e migliorando partita dopo partita. Il primo tempo di Manchester è una meraviglia per gli occhi.
Giocate, dribbling e invenzioni per quello che ad oggi è a tutti gli effetti è l'ispiratore dell'attacco della Roma. Per poco non è arrivata una doppietta che sarebbe stata storica con un tiro a giro nel recupero del primo tempo che ha soltanto accarezzato il palo. Certamente nella ripresa non è stato irreprensibile nemmeno lui, un po' come i suoi compagni, ma ormai il suo talento sta sbocciando anche nella vetrina più importante del calcio europeo.
Ogni azione pericolosa della Roma, o quasi, passa dai suoi piedi. Malen finalizza ma
Soulé inventa. Impossibile fare a meno di lui, tant'è che completa il podio dei calciatori più utilizzati da
Gasperini finora in stagione con
939 minuti(comanda
Wesley con
975 seguito da
Hermoso a
972). Segno evidente di una stima che nei mesi estivi sembrava quasi essere in dubbio dopo quella maledetta pubalgia che gli ha rovinato la seconda parte della scorsa stagione. Ma poi è stato proprio il tecnico tra i primissimi a notare la sua crescita fisica e il suo ritorno a livelli competitivi. Gasp non ne fa mai a meno, anche quando la convivenza con
Dybala costringe uno dei due a virare sulla sinistra.
Non proprio la mattonella ideale del numero diciotto giallorosso che quando parte da destra, infatti, riesce a fare le cose migliori. I due assist col Real Madrid, il gol di Manchester, ma anche il gol con l'Atalanta e quello al Maradonaoltre all'assist di Udine per Malen. È quella la zona dove l'argentino (di nuovo meritatamente tra i convocati di Scaloni) sa incidere e creare pericoli agli avversari, inutile girarci troppo attorno.
Adesso anche l'Europa si sta accorgendo di lui e partita dopo partita la Roma scopre uno dei suoi gioielli più preziosi.Fortemente voluto due anni e mezzo fa e adesso migliorato da Gasperini che l'ha portato a giocare più centrale e dentro al campo dove si fanno più gol. Matias brilla di luce propria senza bisogno di paragoni con nessuno, neanche con l'amico e idolo Dybala col quale certamente tornerà a dividere il campo ma dal quale è giusto anche separarlo, anche mediaticamente. Ognuno ha la sua storia e il suo talento, e quello di Soulé ha poco da invidiare a chiunque. Ventitré anni e diversi step ancora da compiere magari proprio con la maglia della Roma che ha fortemente voluto e che si è saputo riprendere dopo mesi difficili. La strada per brillare è spianata davanti a lui: adesso tocca soltanto a Soulé. Gioia pura.