IL TEMPO (L. PES) - L’importanza di non perdere. La
Roma torna da Como con un punto agrodolce ma
con una certezza che può rivelarsi decisiva per il prosieguo della stagione. Ovvero quella di saper accontentarsi, di fare un passo indietro quando le partite non si possono vincere. Rinunciare ad offendere quando non si è nelle condizioni migliori di farlo. Al Sinigaglia che il pomeriggio sarebbe stato complicato era chiaro sin dalla vigilia, ma la partita si è complicata tremendamente a inizio ripresa quando
Fabbri estrae con sin troppa sicurezza un rosso diretto a Malen, autore di una scivolata al limite su Kaiki dopo una delle sue serpentine al limite dell’area. Intervento certamente pericoloso ma tutt’altro che cattivo e il punto d’impatto non era poi così alto. Decisione difficile da prendere live e fuori dal controllo del Var, ma l’aggravante è che pochi secondi prima l’olandese aveva subito almeno un intervento irregolare che meritava un fischio. Ma a lasciare perplessi è stata l’intera gestione del match da parte del direttore di gara che si perde il fallo di Wesley all’ultimo secondo del primo tempo su Diao, che meritava un giallo ed era al limite dell’espulsione diretta.
Episodio che evidentemente ha condizionato il resto delle sue scelte tra Malen e i gialli sventolati abbastanza casualmente a De Roon, Koné e Soulé in una manciata di minuti.
Una giornata non proprio fortunata per il fischietto di Ravenna che ha dovuto cedere la direzione della gara al quarto uomo Sozza negli ultimi minuti.
Arbitro a parte, che il primo 0-0 del campionato arrivi dal confronto tra Fabregas e
Gasperini fa sorridere ma anche riflettere. Le squadre, soprattutto fino a che c’è stata la parità numerica,
hanno mantenuto la propria identità e confermato un dato chiaro sin dalla scorsa stagione: una difesa forte.
Malen e Douvikas hanno toccato pochi palloni e le occasioni migliori le hanno avute i calciatori dalla qualità più evidente come
Paz e Dybala. La Joya dopo appena cinque minuti spreca la chance più clamorosa della partita concludendo debolmente sulla sponda di Malen nell’area lariana.
Risponde subito il Como con Nico Paz che trova un Gollini reattivo in uscita che gli chiude lo specchio. Dopo altri cinque minuti la Roma va ancora vicina al vantaggio con Pellegrini, scelta forte di Gasp che lo schiera titolare a sei mesi dall’ultima presenza, che dalla distanza colpisce il palo alla destra di Butez.
Gara che sembra dover sbloccarsi da un momento all’altro, ma alla fine prevale la tattica e di occasioni vere e proprie ce ne sono poche. Un tiro di Malen e un altro paio di buone parate di Gollini tra primo e secondo tempo. All’intervallo Gasperini inserisce Soulé per Pellegrini, poi l’espulsione che cambia la partita. Da quel momento in poi per i giallorossi c’è da soffrire: Dybala e compagni si abbassano e accettano di difendere dentro la loro area con una maturità da grande squadra. Aspetto fondamentale che la Roma si porta a casa da Como. Il primo ora è lontano due punti ma rispetto allo scorso campionato contro gli stessi avversari Gasperini ha portato a casa quattro punti in più. Non un dettaglio.
I cambi del piemontese sono ovviamente condizionati dall’inferiorità numerica: Balerdi sostituisce Hermoso, Rensch uno stanco Molina e nei minuti finali Pisilli e Lulli rilevano Dybala e Koné. Ora arriva il Real Madrid in Champions, in una notte che all’Olimpico si preannuncia magica in tutti i sensi, col ritorno di Mou e un’attesa durata sette anni che sarà ripagata da quella «muschietta». Poi sabato in campionato arriva il Genoa e Malen non potrà esserci, ma la missione è una sola: tornare a vincere dopo due (incoraggianti) pareggi consecutivi.