È una supremazia tecnica, estetica e atletica. Roma e Inter non soltanto vincono, ma impongono pure la propria identità di gioco sugli avversari di turno. Sono il meglio che c'è in Italia. E l'Olimpico già sold out sarà uno spioncino luminoso, perché l'Europa intera sabato pomeriggio vi appoggerà l'occhio per sbirciare dentro. Donyell Malen e Lautaro Martinez, ma non solo, saranno le stelle di due squadre extra-large, l'una contro l'altra armate di classe e sostanza. [...]
Ma il dato che balza probabilmente più agli occhi è la gestione del campo e del gioco: quel possesso palla che diventa prolungato, ipnotico e che sfocia come naturale conseguenza nella densità di tocchi all'interno dell'area di rigore avversaria. Segno di una superiorità strutturale per Roma e Inter (rispettivamente 59,8 e 66% con la palla tra i piedi). E non può stupire il fatto che l'Inter, in particolare, porti sempre 4/5 uomini nell'area avversaria grazie alla fitta ragnatela di passaggi che poi culmina con le incursioni, verticali e laterali. I nerazzurri, non a caso, hanno il miglior attacco del campionato con 13 reti, seguiti con 12 proprio dai giallorossi che detengono pure il record dei palloni toccati nelle aree avversarie, 183, davanti alla squadra di Chivu con 177, e quello dei cross su azione, 25 rispetto ai 21 dell'Inter.
Squadre, dunque, che si accampano al limite dell'area in attesa del timing giusto per affondare il colpo: nelle strettoie, in assenza di Calhanoglu, saranno ancora Barella Zielinski e la novità Curtis Jones a prendersi la responsabilità di palloni che scottano, pronti ad imbucare proprio Lautaro (2 reti), come cercheranno del resto di fare Dybala, Soulé o Mora per Malen, proprio colui che vorrebbe succedere all'argentino sul trono della classifica cannonieri dopo i 6 gol già segnati: non più un biglietto da visita, ma una dichiarazione di intenti autenticata da pochi mesi di Serie A, per un totale di 20 reti da gennaio in poi. E i tiri rappresentano l'altro terreno fertile dove sbocciano le vittorie in serie delle due protagoniste assolute del campionato. Nessuna squadra ha tirato più di quella nerazzurra verso la porta, ben 100 volte. [...]
In mezzo a tanto gioco propositivo, a tanta pericolosità offensiva, un capitolo a parte meritano le difese: due reparti a tre che potrebbero giocare in qualsiasi nazionale top nel mondo. La Roma riproporrà Mancini a destra (attaccante aggiunto all'occorrenza), Ndicka (ma Gasp è tentato da Balerdi, dopo averlo timidamente e rispettosamente paragonato al compianto Baresi) e Hermoso. E il solo gol incassato finora è emblematico dell'efficacia del meccanismo, il migliore della A, anche grazie alle parate di Svilar che si sta confermando un plusvalore importante. Dall'altro lato del campo l'Inter, con uomini d'esperienza come Akanji e Bastoni, ma anche con la freschezza atletica di Bisseck che sostituirà l'infortunato Stones, prepara le contromisure per Malen, il terminale offensivo più temibile del campionato. Molto dipenderà anche dal portiere, Josep Martinez, che Chivu ha difeso «fino alla morte» dopo gli errori commessi contro l'Udinese, capitati sei giorni dopo la clamorosa papera del Bernabeu: ecco, se l'inter ha incassato già 6 gol e la Roma soltanto 1, forse dipende anche dalla differenza di aura tra i guardiani del faro. [...]
(Gasport)