Roma da Champions? Rimonta possibile senza mal di trasferta

La penna degli Altri
venerdì, 24 febbraio 2012 alle 9:10
GASPORT (A. CATAPANO) - Vivendo tutti i giorni sulle montagne russe, si rischiano continui sbalzi d'umore, si cambia idea ogni cinque minuti, la coerenza va inevitabilmente a farsi benedire. Una settimana fa, dopo le miserie mostrate a Siena, era tutto nero. Perciò, conveniva ricordare: «È un anno di transizione», «Ci vuole
Cosa ne pensa Luis Enrique? «
Lo farò quando mancheranno dieci partite». Non è ancora il momento, quindi. Ma la dirigenza ormai è uscita allo scoperto, mettendogli parecchio pepe, e le pressioni ora sono tutte sulle sue spalle. Il concetto trasmessogli nemmeno troppo velatamente è: hai la squadra per andare in Champions, ci aspettiamo almeno che lotti per il terzo posto fino all'ultima giornata. La distanza — quattro punti da Udinese e Lazio — è effettivamente colmabile.
Su e giù Ma non è la Roma a corrente alternata vista fino a questo punto che può ambire al podio del campionato. Ci vorrebbe la squadra dei primi tempi, periodo nel quale la Roma non è seconda a nessuno. Se le partite finissero al 45', l'armata di Luis Enrique sarebbe in testa alla Serie A con 45 punti. O, forse, basterebbe la Roma delle prestazioni casalinghe. All'Olimpico, nella versione Dottor Jekyll, i giallorossi hanno conquistato 24 dei 38 punti che hanno in classifica. Viceversa, fuori casa troppo spesso il gruppo di Luis Enrique è stato mister Hyde. E puntualmente, il passo falso commesso in trasferta ha tarpato le ali alla squadra, mortificandone le ambizioni. «Ci manca regolarità, e senza non si ottengono grandi risultati», Luis Enrique lo ripete da un po' come un mantra. Ma, evidentemente, ha fatto poca breccia, perché fuori casa negli ultimi due mesi la Roma ha ingoiato solo bocconi amari: pareggio brodino a Catania, scoppola a Torino in Coppa Italia, schiaffoni pesanti a Cagliari e Siena, nove gol subiti e solo tre segnati.
Ci pensa lui L'ultimo successo lontano dall'Olimpico risale al 21 dicembre, 0-2 a Bologna firmato Taddei e Osvaldo, che tre giorni prima aveva espugnato il San Paolo di Napoli. Il Pablo romanista ha firmato in trasferta cinque dei sette gol realizzati in campionato. Non è un caso, quindi, che la Roma abbia smesso di vincere fuori casa proprio quando è stata abbandonata dal suo centravanti. Osvaldo è tornato da un paio di partite, abbastanza grigie, gli sono servite da rodaggio. Domenica, a Bergamo, Luis Enrique conta di riaverlo a pieno regime. Se non ora quando?

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