IL MESSAGGERO - Ancora la Roma allOlimpico, stavolta per la Coppa Italia: ottavi di finale, gara secca, contro la Triestina alle ore 21, con lobiettivo della stella dargento che spetta a chi vince per dieci volte il trofeo nazionale (nove i successi giallorossi, con quattro finali nelle ultime cinque edizioni).
Impegnata già su due fronti, quinta in campionato e ai sedicesimi di Europa League, la Roma stasera si affaccia anche sul terzo. Per il debutto Ranieri lascia fuori sette titolari: Julio Sergio, Mexes, Riise, Juan, De Rossi, Totti, Toni.
Tutto secondo copione, meglio non rischiare con i convalescenti, in particolare con il difensore francese e il capitano, e con chi è da salvaguardare per il Genoa, ospite domenica nella prima del girone di ritorno. Magari per vedere finalmente Totti con Toni. «
Cè più attesa per loro due che per Avatar!», scherza Ranieri che chiama in causa il capolavoro di James Cameron, film di fantascienza e non solo. «Aspettiamo che il capitano si riprenda. Io sto pensando al nostro inizio di Coppa Italia. Ci teniamo e lo sapete. Dobbiamo avere massimo rispetto della Triestina, so che si è tenuta Godeas sabato per farlo giocare bello fresco contro di noi: è il loro Toni. Dobbiamo stare attenti, la nostra concentrazione è solo su questa gara. Poi quando Toni e Totti staranno bene parleremo di come deve giocare la Roma. Il primo, stando fuori da tanto tempo non poteva giocare due gare così ravvicinate, è un recupero diciamo psicofisico».
Tutto giusto anche se lavversaria viene da tre sconfitte di fila e Godeas non sta così bene da finire nei diciotto per la sfida di coppa. Nella lista dei convocati giallorossi rientrano Cicinho e Menez, dopo lesclusione per la gara di sabato: «il brasiliano è giocatore importante per la Roma: a me non ha mai detto che vuole andarsene e proprio per questo, sino a quando non me lo dirà, io lo prendo in considerazione. Laltro ha chiesto scusa alla squadra e a me: sono contento di avere un giocatore in più e con le sue qualità. Lui deve capire che il calcio non è solo un gioco, è una professione. Mi auguro che tutte queste cadute lo facciano più forte, abbiamo bisogno di uno come lui. Cicinho si è sempre dato da fare. Menez ha un carattere che lo porta a essere non sempre al cento per cento. Me lo dicesse, al limite lo faccio riposare. Due ore di allenamento vanno fatte a mille. Per me, come ci si allena si gioca. Spero che i miei messaggi gli entrino nella pelle, nelle viscere».
Insiste su Jeremy: «Non sono un permaloso. Comunque a me non ha fatto nulla, certe cose le fa alla squadra. Non è che me la lego al dito, cerco di tirare fuori il meglio da ogni singolo giocatore. Per cui per me è pace. Ho sotterrato lascia di guerra. Ma sono pronto a tirarla fuori, mica mi metto paura. Però va aiutato, è giovane. Dieci anni fa sarebbe stato più difficile, conoscendomi...»
Totti da giovedì tornerà in gruppo. Con il Genoa, almeno in panchina, vuole esserci. «Salto pure la Juve» battuta del capitano a Fiumicino, prima dellallenamento, corsa e pallone. Ranieri punta anche sul recupero di Julio Sergio, allontana, per non correre rischi, il rientro di Mexes e saluta Guberti e Okaka che «non possono perdere un anno, giocando poco o niente
».