Un altro pareggio. E il sapore è lo stesso del 2-2 con l’Inter.
La Roma ha fatto il salto, l’esame non solo è superato ma è di quelli che aumentano fiducia e autostima. Il mese di fuoco è iniziato senza Svilar e Cristante, due colonne. Eppure la squadra, a Como,
fino a quando Malen non ha rotto il giocattolo, ha mostrato di stare meglio in campo rispetto a quella di Fabregas. Dalle due partite dal coefficiente di difficoltà più elevato,
la Roma esce con la convinzione di valere i vertici della serie A. L’esultanza a fine partita della panchina e di
Gasperini è stata evidente: «Ma non ho esultato per il pareggio, l’ho fatto per lo spirito di squadra che ho visto in campo prima e dopo il rosso — ha raccontato l’allenatore —. Abbiamo fatto una partita di grande spessore». […]
Diceva Gasp alla vigilia: «Dobbiamo ripartire come abbiamo finito a settembre». È accaduto. Lo 0-0 — che a pensarci bene non poteva essere altrimenti, Como e Roma sono state le due migliori difese della scorsa serie A — ha tante facce. Quella di Gollini, praticamente perfetto. Quella di Ndicka, che ha dato ragione a Douvikas, lui che in un’intervista disse di soffrire molto l’ivoriano. Quella di Dybala, definito «straordinario» da Gasperini, ancor di più per la qualità messa proprio quando la partita era diventata solo difensiva. Ma forse lo scatto migliore lo merita l’allenatore, che ha studiato marcature praticamente perfette riuscendo ad annullare il palleggio sulla trequarti del Como, la caratteristica migliore di Fabregas. […]
E poi c’è Malen, al primo rosso dell’intera carriera. La speranza della Roma è che l’olandese non vada incontro a due giornate di squalifica, che lo costringerebbero a saltare anche il Napoli dopo il Genoa. L’olandese si è espresso via social dopo la partita: «Chiedo scusa a compagni e tifosi». Notare il particolare: la foto postata lo ritraeva con la maglia evidentemente strattonata, subito prima dell’intervento su Kaiki. Gasp si è schierato in difesa del suo centravanti: «Se si ferma il fotogramma, tutto è evidente. Ma non è giusto far così. Il salto è brutto, ma sostenere che l’intenzione di Malen fosse quella di far male è sbagliato. E comunque, andava fischiata la trattenuta prima della sua scivolata». Non resta che proiettarsi a mercoledì, alla Champions, a Mourinho: «A Roma ha lasciato un ricordo e un affetto straordinario, ma ora la nostra è un altro tipo di squadra. Molto diversa da quella che giocava con lui».
(corsera)