IL TEMPO (F. Biafora) - Era scritto nel destino e tutti lo avevano pronosticato: la Roma ritorna in Champions League e ritrova subito José Mourinho e il suo Real Madrid. Dopo una lunga attesa, a cui ha posto termine la squadra di Gasperini con il terzo posto conquistato nella scorsa stagione, si alza il sipario sulla principale coppa europea, da cui i giallorossi mancavano dal lontano marzo 2019. Nel sorteggio andato in scena ieri a Montecarlo l'urna ha immediatamente regalato lo scontro con lo Special One, l'ultimo a vincere un trofeo sulla panchina romanista. A rendere ancora più romantico il faccia a faccia con Mourinho è il fatto che la partita si giocherà proprio all'Olimpico e che lui per un'altra volta ancora si siederà sulla panchina dell'impianto del Foro Italico. Facile immaginare un'accoglienza da brividi per il portoghese, che dopo la brusca separazione e l'esonero voluto dai Friedkin, ha sempre usato parole al miele per i suoi vecchi tifosi. Nei suoi due anni e mezzo di permanenza in giallorosso si è creato infatti un legame incredibile con la piazza, stregata da un personaggio carismatico in grado di portare la sua squadra ad alzare la Conference League a Tirana e all'infausta finale di Budapest contro il Siviglia. Una serata che avrebbe portato una magica e irripetibile doppietta europea senza lo zampino di Taylor. Ma la Champions League non prevede soltanto uno scontro con i Blancos e Mou. La Roma ritroverà infatti un'altra vecchia conoscenza come Luis Enrique: è il Psg l'altra squadra pescata dalla prima fascia e contro cui Cristante e compagni giocheranno in trasferta. Dalla seconda fascia, la stessa dei giallorossi, il computer ha tirato fuori le sfide contro il Manchester United (in trasferta), altro classicone della Champions League di quasi vent'anni fa, e Sporting Lisbona (all'Olimpico). Dalla terza fascia sono invece spuntati Lille, che la Roma ospiterà di nuovo dopo il ko casalingo dello scorso anno in Europa League, e il Fenerbahce (si giocherà ad Istanbul). Quello con i turchi è un incrocio che regala una sfida con Greenwood, oggetto del desiderio della prima parte del mercato, e rimetterà di fronte Dybala e Guendouzi, acerrimi nemici negli anni dei derby della Capitale. Le ultime due avversarie, le più facili sulla carta, sono lo Slovan Bratislava (match in Italia) e l'AEK Atene (gara in Grecia). Non certamente un sorteggio benevolo per Gasp e i suoi. L'obiettivo a portata di mano, vedendo i punti effettuati nelle scorse edizioni, è quello di rientrare nelle prime 24 per poi giocarsi almeno il playoff. Nel Principato c'è stata l'occasione per il «debutto» del nuovo Ceo John Galantic, che ha parlato ai microfoni di Sky Sport: «È una grande emozione, comincio con il commento più banale possibile, che tutte le squadre sono difficili. Ci sono però delle sfide appassionanti, sarà bellissimo per i nostri tifosi, per la squadra, saremo pronti. Io sono tifosissimo della Roma sin da piccolo. Per me è più di un lavoro, è passione. Sono onorato, molto impegnato, è un battesimo di fuoco in questo primo mese tra mercato, campionato, ritiro. Mercato? I vincenti come Gasperini sono sempre esigenti. Siamo vigili fino a fine mercato per qualche opportunità, ma il tecnico ha detto che è contento dei giocatori che sono arrivati. Siamo più forti dell'anno scorso. Abbiamo fatto una bella partenza. In Champions la Roma deve starci sempre». Certamente, al suo ritorno nella Capitale, troverà Gasperini che lo martellerà per ulteriori rinforzi.