Eh ma è la Champions? Eh ma che t’aspettavi dai prezzi? Eh ma tutte le grandi fanno così? Eccetera. Ma la Roma non è un’altra cosa? La Roma non è ribellione, effrazione, storia di sampietrini e Testaccio, a volte sbagliata, ma sempre verace, autentica, popolare? Ok se stai dentro la rivoluzione non la puoi fare, ma, per esempio, invece di triplicare il prezzo di una curva (da 57 a 155 euro + 8 di commissione) magari raddoppiarlo “soltanto”, e vale per tutti gli altri settori. Andranno esauriti e direte che avevate ragione. Ma la ragione ve la dà lo stesso sistema che state contribuendo a costruire: ve la date da soli. Chi resta fuori però non ha torto, non ha semplicemente possibilità. (...) La Roma non è solo un’azienda. Questa proprietà ha avuto un merito – a parte Mourinho e la Conference – di abbassare i prezzi dei biglietti che la precedente proprietà diceva di non poter fare. Anche per questo lo stadio si è riempito. Non sprecatelo. Un padre solo, una madre sola, una famiglia “normale”, una allargata, una ristretta, una come volete voi che ha speso per due abbonamenti di Distinti l’altro mese mille euro che ha “pagato” un’estate coi costi che ha l’estate (viaggio, benzina, stabilimento, albergo, hotel, escursione, gita, mangiare, bere, lavare, lettera, testamento, mantenimento…) dopo un mese deve tirare fuori un altro mezzo stipendio (...)Il calcio è del popolo o non è. La Roma è del popolo o non è. Anzi è il popolo che ha creato la Roma. Unica squadra attesa prima della sua nascita, l’unica che aveva i tifosi prima che venisse formalizzato quel sentimento d’amore verso la città (...)
(Il Romanista - T. Cagnucci)