Il piano: via tutti i senatori. Totti non ha potuto evitarlo

La penna degli Altri
mercoledì, 15 maggio 2019 alle 14:17
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LA REPUBBLICA (M. PINCI) - — La conferenza stampa l’ha voluta lui, subito, anche se gli consigliavano di posticiparla di 7 giorni: forse per sfogare ciò che gli frullava nello stomaco. Per capire bisogna tornare alle 17 di lunedì: appuntamento tra il Ceo della Roma, Guido Fienga, e Daniele De Rossi. Tre ore insieme a parlare, ma il cuore del messaggio il capitano della Roma l’aveva annusato da tempo: «
Non mi rinnoveranno il contratto». Lunedì quel sospetto rafforzato da mesi di dialoghi è diventato una certezza: finisce qui, Daniele. Il motivo gli è stato esposto: la parola chiave a Trigoria è ripartire. Da zero. La squadra quest’anno ha fallito, il club ha scelto Gasperini a cui chiederebbe di ricominciare da un gruppo “vergine”. E che possa sostenere ritmi elevati per ricostruire un’ossessione del lavoro. Chiaro il contrasto con la figura di De Rossi, totem ingombrante dai muscoli ormai fragili. «Ma posso giocarle, 15/20 partite», la replica caduta nel vuoto. C’è poi un altro punto che pesa nelle valutazioni della Roma. Ed è quello del gruppo. Da settembre, la squadra ha accusato il club per il depauperamento tecnico: in particolare si sono esposti i suoi leader, “offesi” dalle cessioni di colleghi che stimavano come Strootman e Nainggolan. Rinunciare ai “polemici” serve ad azzerare gli alibi della squadra che troppo presto, e troppo spesso, ha tirato i remi in barca in questa stagione. De Rossi si è convinto che dietro il suo addio ci fossero regie occulte: da qui il riferimento velato al presidente Pallotta e all’ex dg, oggi consigliere ombra, Franco Baldini, estraneo però alla scelta. In realtà la decisione ha certificato altro: la marginalità del Totti dirigente, ferito da questo addio che troppo deve avergli ricordato il proprio. E del tutto escluso dalla decisione: lo ha detto tra le righe proprio De Rossi («I dirigenti qui non possono incidere, spero che Francesco possa contar di più») quasi ventilandone un possibile addioSpero di ritrovarlo, se tornerò»). Polemico col club pure Florenzi: «Se vuoi rispetto devi dare rispetto». Non ha potuto prendere la decisone di restare, De Rossi, potrà scegliere dove andare. Senza preclusioni: «In Italia? Vediamo
». Voci ricorrenti dicono che Conte sarebbe felicissimo di averlo all’Inter. Uno dei soci di Pallotta ha detto a De Rossi che lo proporrà alle squadre di Mls, il campionato americano: lui accetterebbe solo New York o Los Angeles.

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