«Se sta bene gioca sempre». Non si può dire che non sia stato di parola, Gasperini, che nel primo segmento di stagione appena concluso ha applicato alla lettera il suo personale dogma riferito a Dybala. Nelle sei partite - i cinque turni di serie A e la sfida di Champions in casa del Fenerbahce - che la Roma si è lasciata alle spalle, l'argentino è sempre stato schierato titolare, rimanendo in campo nella metà delle occasioni fino al triplice fischio e, comunque, non venendo mai sostituito prima dell'ora di gioco. Una costanza che ha fatto accumulare a Dybala già 500 minuti, una novità rispetto al suo storico recente. Perché imprescindibile, dal punto di vista tecnico, Dybala per la Roma lo è stato sempre.
A tradirlo, però, è stato spesso il suo corpo, prima con stop muscolari, poi con le due lesioni - una tendinea l'altra al menisco - che nelle ultime due stagioni l'hanno portato sotto i ferri. Per trovare una serie così lunga di partite da titolare di Dybala occorre tornare indietro di quasi due anni, quando tra novembre 2024 e gennaio 2025 Ranieri lo mandò in campo 11 volte di fila.
Presto per dire se Gasperini e il suo staff abbiano trovato l'elisir di lunga vita per i muscoli del talento argentino, ma il tecnico si fida di lui anche da quel punto di vista: «Fisicamente Dybala è una bestia. Spesso potrebbe fare anche i supplementari». E, in effetti, l'ultima versione di Dybala è quella di un calciatore tonico, concentrato a gestirsi certo nell'ultimo terzo di campo, ma senza disdegnare i compiti tattici. Nell'ultima sfida all'Inter ha corso per 9,8 chilometri - più di Lautaro e Malen, tanto per citare altri due attaccanti - con il picco di velocità a 29 km/h.
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Ha già confezionato 4 assist e le statistiche non conteggiano i due gol di Koné contro l'Inter e quello di Malen a Torino, tutti propiziati da giocate di Dybala. Allargando la panoramica al finale della scorsa stagione, nelle ultime 9 partite, il mancino ha servito 8 assist ai propri compagni, di cui cinque a Malen, per un tandem da vertice.
Gasperini, però, non si accontenta e vede in Dybala margini di crescita. Sottoporta, in modo particolare, visto che all'argentino il gol manca da Torino-Roma 0-2, del 18 gennaio scorso. In mezzo otto mesi, ma solo 13 presenze, visto il già citato infortunio al menisco che lo portò ad operarsi a inizio marzo. Rispetto a qualche settimana fa però Dybala ha ripreso a calciare con maggior fiducia e frequenza - contro l'Inter ha tirato 4 volte verso la porta di Martinez. E l'ultimo step per un Dybala totale, che intanto con Malen fa sognare la Roma e i suoi tifosi.
(Corsera)