IL ROMANISTA (V. VERCILLO) - Una Roma inarrestabile. Terminato il super lavoro montano a Riscone di Brunico, la squadra ha avuto poco tempo per riprendere fiato. Dopo il test con gli austriaci, ieri notte la Roma è ripartita per la capitale via charter.
Poi venerdì mattina si parte, ancora:
lAmerica è vicina. Una tournée intensa, racchiusa in cinque giorni. Il programma prevede il 22 luglio (20.30, ora italiana) al Wrigley Field di
Chicago lincontro con i polacchi dello Zaglebie Lubin, una squadra «ricca», come lha definita Zibì Boniek, invitato ufficialmente al tour a stelle e strisce, «ma che da qualche anno naviga a metà classifica».
La seconda tappa è Boston, città in cui il 25 luglio (23.30, ora italiana) al Fenway Park andrà in scnea lattesissima supersfida con il Liverpool. Non un test qualsiasi, per la Roma. Zeman e i suoi giocheranno nel tempio del baseball, nella casa dei Red Sox, in una partita che celebrerà i 100 anni dellimpianto che ha visto le gesta di grandi campioni. Una partita amichevole, certo, ma piena di significati. Perché di fronte non ci sarà unavversaria normale, ma il Liverpool. Una squadra capace di segnare il punto più alto ma anche più amaro della storia romanista.
Lultimo stadio da riempire è quello di New York. Il 27 luglio (20.30. ora italiana) al Red Bull Arena la Roma scenderà in campo per lultima amichevole a stelle e strisce, quella contro la nazionale di El Salvador, che sta disputando il torneo di qualificazione alla Coppa del Mondo 2014 ed è inserita nel gruppo B della Concacaf insieme a Messico, Costa Rica e Guyana. Via dallAmerica (dopo solo due giorni di riposo a Roma) si torna in Austria, dove la squadra si rimetterà al lavoro per il ritiro. Il secondo. La partenza è prevista per il 2 agosto, direzione Irdning. Una decina di giorni di gradoni e ripetute, a pochi giorni dallinizio del campionato.