«Ero il terzo, voglio arrivare primo»

La penna degli Altri
sabato, 24 luglio 2010 alle 10:49
IL ROMANISTA (G. PIACENTINI) - Vi ricordate il portiere timido e riservato che alla fine di ogni allenamento rimaneva in campo per far allenare gli altri a calciare le punizioni, o i rigori, e che puntualmente la domenica si sedeva in tribuna? Beh, quel portiere non esiste più.
Oggi Julio Sergio si sente, giustamente per quello che ha dimostrato nella passata stagione e per quello che ha sempre detto Claudio Ranieri, il portiere titolare della Roma. E come tale vuole essere trattato: basta con la storia del miglior terzo portiere del mondo, basta con la storia del portiere rivelazione. Julio si sente forte ed è quasi spavaldo quando dà a tutti appuntamento a maggio per vedere se si sarà confermato sui livelli dello scorso anno o quando gli chiedono della Seleçao e lui risponde che
«lo scorso anno non era pronto nemmeno per la Roma ».
Un tempo terzo miglior portiere, oggi rivelazione. Confermerai quanto fatto la scorsa stagione?
Ci vediamo a maggio, poi diremo. Nessuno mi conosceva.. Io ero il terzo, ho fatto quello che potevo fare e spero di fare ancora meglio. Una stagione bella per te e per la Roma.
Come vedi la nuova Roma, i nuovi compagni.. che squadra sta nascendo?
Secondo me sta nascendo una squadra forte, con giocatori importanti. Una squadra matura che secondo me può fare molto bene.
Dove può arrivare questa Roma?
Può fare meglio dello scorso anno, non abbiamo infortunati. Dobbiamo e possiamo partire più forti. Anche le altre squadre sono forti. Dobbiamo mettercela tutta, ma in campo daremo il massimo. E’ difficile dire, vinciamo lo scudetto, ma secondo me possiamo vincere.
Il tuo obiettivo personale?
Io devo giocare partita dopo partita. Per me è la stessa cosa, giocare un’amichevole o in Champions contro il Barcellona o il Manchester United. Io devo fare bene ogni partita ed essere tranquillo.
Sei pronto per la Nazionale?
L’anno scorso dicevano che non ero pronto per giocare con la Roma... Non si sa mai cosa può succedere. Devo fare bene e stare tranquillo.
Ranieri sta lavorando parecchio sulla fase difensiva...
Da quando è arrivato abbiamo cambiato il nostro modo di giocare. Lui cura molto la fase difensiva, abbiamo grandi giocatori e possiamo fare gol in qualsiasi momento. I nostri campioni possono decidere la gara in qualsiasi minuti, quindi se riusciamo a non prendere gol abbiamo la possibilità di vincere sempre.
Sull’infortunio all’inguine. Come stai?
Sono stanco, è un affaticamento. Meglio fermarsi adesso che forzare
Sei d’accordo con Totti che manca un difensore?
Io mi trovo bene con chi sta qui, deve rientrare Juan. Se arriva Burdisso.. se dovessimo andar avanti così faremo ancora bene.
Con Doni non siete amici.
E’ un compagno di squadra, come gli altri. Amici? Gli amici sono quelli con cui andavo a scuola. Non voglio continuare a portare avanti questa cosa. Quelli che mi conoscono sanno che persona sono.
E’ più difficile questa stagione per te dal punto di vista personale?
E’ più difficile perché dobbiamo giocare la Champions League, non solo per me. Io devo essere pronto in qualsiasi momento per fare bene.
Ti vediamo spesso con Adriano, come lo trovi?
Bene, bene... lo conoscevo da prima. Ha un cuore grandissimo, è una persona che vuole sempre fare bene a tutti. Speriamo possa fare bene come calciatore. Le qualità ce le ha per fare la differenza.
Chi preferisci tra i compagni di difesa?
Ognuno gioca in maniera diversa. Io devo fare bene con loro, se gioco in porta. Poi spetta a Ranieri decidere chi gioca.
Cosa è cambiato in te? Sei partito da terzo e sei diventato titolare.
Dal primo giorno che sono arrivato, volevo giocare. Devo fare bene e guadagnare la fiducia per far sì che succeda questo. Certo, adesso mi guardano in una forma diversa. E’ il quinto ritiro che faccio con la Roma e i tifosi mi guardano in modo diverso. Ora gioco la domenica e il mercoledì e quindi mi trovo ovviamente meglio rispetto a due anni fa.
Da quest’anno voi portieri avrete un preparatore in più...
Ogni preparatore ha i suoi metodi. Quest’anno lavorerò con Pellizzaro e Nanni. Il fatto che siano in due per me rappresenta un vantaggio. Proviamo diverse soluzioni, ci confrontiamo su pensieri anche diversi, per noi è importante.
Tecnicamente dove pensi di dover migliorare?
A giocare con i piedi, a uscire, sotto tanti aspetti. Ogni allenamento imparo qualcosa anche con i ragazzi che sono qua. Uno è italiano, uno è romeno e sono due scuole diverse rispetto alla mia, che sono brasiliano.
Cosa pensi del pallone dei Mondiali?
Il pallone fa la differenza. Questi che cambiano tanto direzione è ancora più difficile riuscire a vederli, sono simili a quelli che avevamo in Europa League.
Il tridente può essere una soluzione?
Si può giocare così, ma bisogna correre di più. La Roma gioca per vincere, ma per vincere si deve correre. E per giocare così dobbiamo correre ancora di più.
Floccari ha detto che se ricapiterà, tirerà di nuovo un rigore nel derby.
Sono stato bravo e fortunato, una partita così speciale come il derby. Non so cosa succederà il prossimo anno. Dobbiamo aspettare. Mentalmente sono in vantaggio? Non lo so, in quel momento non lo ero, eravamo sotto di risultato. Quindi dipende dal momento che vivi in partita. Vedremo nel prossimo derby.
L’episodio che ti ha sbloccato?
La prima partita è sempre la più importante. Due ore prima della partita mi hanno detto, tocca a te. Io ero pronto per giocare, anche se era un anno che non giocavo. Ma da lì in poi sono sempre stato tranquillo.
Tu hai passato ben tre anni da terzo portiere.
Sono stati tre anni difficili, senza giocare. E’ un’esperienza che mi porterò dietro per tutta la mia vita. Come persona mi sono stati tutti vicini, dalla società alla mia famiglia. Questo ripaga quello che ho perso come giocatore.
Perché Spalletti e Bonaiuti non ti consideravano?
Domanda da fare a loro, io lavoravo ogni giorno per avere una possibilità di giocare la partita.
Con Lobont hai un rapporto sereno?
E’ un portiere di grande qualità e questo mi fa capire che io devo spingere sempre e non mollare mai. Io ho un rapporto uguale con tutti e ho rispetto di tutti. Non c’è differenza.
Se non avessi giocato lo scorso anno sarebbe stato l’ultimo in giallorosso?
Non lo so, certo sarebbe stato difficile. Hai mai pensato di andare via.
Molte squadre hanno chiesto di te.
Non ho mai pensato di andare via, anche la società voleva che io restassi alla Roma. E’ stata una cosa tranquilla anche se è venuta fuori qualche ora prima della scadenza.
La Roma è coperta dal punto di vista dei portieri, anche con i giovani?
Noi siamo qua per fare bene, io penso che numericamente siamo coperti.
Se parte Doni?
E’ difficile che un terzo portiere giochi. Numericamente siamo a posto. I ragazzi tecnicamente stanno crescendo, sono pronti. Ma è una domanda da fare all’allenatore e alla società.

APPENA ARRIVATO

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