"Cuore di Roma"

La penna degli Altri
mercoledì, 18 novembre 2009 alle 10:09
perinetti2
IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) - Giorgio Perinetti, classe 1951, Direttore sportivo del Bari in arrivo domenica all’Olimpico. Romano.
Romanista?«La prima volta che andai allo stadio fu per vedere Roma-Mantova 4-2, campionato 1961-62. Faccia lei...», spiega.
E quando entrò nella Roma? «A ventuno anni, stagione 1972-73,come collaboratore del settore giovanile, portato da Enrico Della Bernarda. Tre anni dopo diventai il responsabile ..
Romanista?
«La prima volta che andai allo stadio fu per vedere Roma-Mantova 4-2, campionato 1961-62. Faccia lei...», spiega.
E quando entrò nella Roma?
«A ventuno anni, stagione 1972-73, come collaboratore del settore giovanile, portato da Enrico Della Bernarda. Tre anni dopo diventai il responsabile di quel settore, poi più tardi passai in prima squadra».
E quando se ne è andato via?
«La prima volta nel 1988. Poi, però, sono tornato nel 1996. E sono andato via di nuovo due anni più tardi».
A ventuno anni già dirigente: calcio giocato niente?
«Ci avevo provato, ma senza grossi risultati. Anzi, senza risultati. Da ragazzino ero tesserato per la Cemac di Monteverde, ma l’allenatore, tale Porceddu, non mi mandava in campo neppure se la domenica eravamo in dieci. Meglio uno di meno che Perinetti in campo, diceva».
Una carriera stroncata sul nascere...
«Una volta, al campo Elis, stavamo vincendo quattro a zero a dieci minuti dal termine. Io mi feci coraggio e dissi all’allenatore: manca poco, mi fa entrare? E lui: no, oggi la squadra la vedo bene, meglio non cambiare».
Dal campo, anzi dalla panchina alla scrivania.
«Cominciai con la Jacobini Sport, poi la Roma. A ventitrè anni ero l’accompagnatore della Primavera di Rocca, Conti e Di Bartolomei, quella allenata daGiorgio Bravi, che vinse tutto».
Facendo un po’ di conti, è stato lei a portare Carlos Bianchi alla Roma?
«No, assolutamente. Sono stato io, invece, a portare Zeman l’anno dopo. Il presidente Sensi aveva puntato forte su Trapattoni, ma dopo il no definitivo del Trap, lo convinsi a scegliere Zeman che era stato licenziato dalla Lazio».
I suoi colpi di mercato in giallorosso?
«A livello di settore giovanile Giannini: lo voleva mezza Italia, lo presi dall’Almas portando al Tre Fontane anche un certo Eritreo. Come prima squadra Cafu e Candela».
I tifosi ricordano anche Cesar Gomez...
«Lo so, lo so... Un acquisto che non doveva esser fatto e che invece venne fatto per una serie incredibile di errori e di equivoci. Io ho pagato per tutti, e va bene così. Qualche anno dopo, però, il presidente Sensi, prima di mandarmi a lavorare nel suo Palermo, mi disse: quella volta con Gomez, tu c’entravi meno di tutti. Se non fosse stato vero, non mi avrebbe mai ripreso. O no?».
Le rimproverano anche di essere un figlioccio di Moggi.
«L’amicizia con Luciano è un fatto personale; la stima di un dirigente come lui non mi dispiace. Mavisto che ho lavorato con Moggi e pure con chi Moggi lo detestava, leggi Viola e Sensi, vuoldireche lamiaprofessionalità è fuori discussione».
Il più forte romanista che ha vissuto da dirigente?
«Totti, anche se con lui ho lavorato poco. Gli dicevo sempre, e spero che se lo ricordi: France’, sei l’unico limite a te stesso. Visto come sono andate le cose, ogni tanto deve aver ripensato a quel mio consiglio. E mi picco, però, di aver contribuito a non farlo andare via dalla Roma...».
Prego?
«Carlos Bianchi non lo voleva, io ogni giorno pregavo il presidente Sensi di non dargli retta. Poi, per fortuna, ci fu quell’amichevole contro l’Ajax...».
Totti e basta nella sua classifica?
«No, ci metto anche l’immenso Toninho Cerezo, che portai alla Roma insieme con Nardino Previdi ».
I suoi rimpianti, invece?
«Quando c’era Eriksson, sono stato ad un passo, ma un passo veramente dall’acquisto di Mancini. Poi non se ne fece niente perché a Eriksson non piaceva. Più recentemente, Trezeguet. Andai con Ezio Sella a Monaco, tornammo a Roma convinti dell’acquisto ma non si riuscì a far niente. Due anni dopo lo presela Juve».

APPENA ARRIVATO

stadio pietralata dallalto

Stadio della Roma, via l'ultimo ostacolo. Arriva il parere positivo delle Belle Arti

set 22, 8:13

Anche l'ultimo, forse il più rilevante, ostacolo per lo stadio della Roma a Pietralata è superato. Ieri, sul sito del Campidoglio nella pagina dedicata al progetto giallorosso, è stato pubblicato il p...

Arena

Scala esulta. Arena ora è pronto

set 22, 8:11

Antonio Arena è tornato. L'attaccante dalla Roma Primavera, che l'anno scorso segnò un gol all'Olimpico al primo pallone toccato (in Coppa Italia), ha smaltito il risentimento muscolare. Domenica scor...

Gasperini

Allenamenti fino a venerdì. Poi lo stop

set 22, 8:09

Tutti In campo. O meglio, alcuni in campo. Perché Gasperini lerl alla ripresa degli allenamenti ha avuto a disposizione soltanto una piccola porzione della sua squadra. Escludendo i tre portieri, con...

Cristante Wesley Malen

Cristante, Wesley e Malen restano: tre no che pesano

set 22, 8:05

Restano per Gasp, per curarsi senza forzature e, perché no, pure per contribuire a costruire, un mattoncino alla volta, un edificio fatto di certezze e armonia dopo una stagione di incomprensioni tra...

Foto

Loading