Caso Report, Bosco: «Nessuna ombra su Wesley e Bailey»

La penna degli Altri
mercoledì, 20 maggio 2026 alle 7:33
bailey celtic roma
IL TEMPO (G. TURCHETTI) - Pietro Scala è finito al centro di un'inchiesta di Report per il suo coinvolgimento nelle operazioni legate a Wesley e Bailey. Christian Bosco, Presidente dell'IAFA (Italian Association of Football Agents) ha fatto chiarezza sulla professione dell'agente sportivo.
Che idea si è fatto della promo del servizio di Report riguardante Pietro Scala?
«
Sulla base delle sole informazioni emerse dalla promo del servizio, ritengo che ci possa essere stata un'erronea interpretazione delle norme cogenti. Scala risulta in possesso da anni della qualifica professionale necessaria per esercitare in Italia ed è regolarmente iscritto al preposto registro nazionale presso il CONI. In questo caso, quindi, la Roma ha pienamente diritto di avvalersi della sua consulenza anche per la contrattualizzazione ed il tesseramento di calciatori provenienti dall'estero».
Per operare in Italia quali requisiti deve avere un agente?
«Il percorso abilitativo nazionale prevede una prova generale presso il CONI, articolata in una fase scritta ed una orale, e successivamente un esame specialistico presso una o più Federazioni nell'ambito delle quali si intende operare. Questo percorso può essere intrapreso anche da un cittadino straniero legittimamente residente in Italia».
Che differenza c'è tra le abilitazioni CONI e FIGC e la licenza FIFA?
«Un agente sportivo può operare in Italia attraverso l'iscrizione al Registro Nazionale presso il CONI. La licenza FIFA si configura come una certificazione privata che viene conseguita tramite un quiz online e non prevede il possesso di un diploma di scuola superiore, né di una formazione preliminare».
Come avviene l'intermediazione in un'operazione con l'estero e quali sono le varie casistiche?
«Ad oggi, la FIFA impone la registrazione sulla propria piattaforma. Ciò non toglie che un soggetto interno all'ordinamento nazionale possa indipendentemente avvalersi dei servizi professionali di un agente sportivo CONI per l'assistenza e la consulenza relativa al tesseramento e alla contrattualizzazione di un calciatore proveniente dall'estero. Il legislatore italiano, poi, ha trovato una soluzione adeguatrice che consente ai soggetti stranieri, non in possesso dei prescritti requisiti professionali, di svolgere ugualmente un'analoga attività sul territorio nazionale, attraverso una applicazione sui generis dell'istituto della "domiciliazione". Tali soggetti, quindi, possono operare in via temporanea ed in regime di collaborazione con un agente sportivo professionista iscritto nelle sezioni "or-dinari" o "stabiliti" del registro CONI».
Vi aspettate che CONI e FIGC implementino i propri regolamenti prima del mercato estivo?
«Il D.P.C.M. n. 218/2025, pienamente in vigore dal 3 febbraio 2026, funge già da regolamento per l'esercizio dell'attività. Prima della pubblicazione, infatti, ha superato il vaglio di legittimità da parte del Consiglio di Stato, della Corte dei conti, dell'Autorità Garante per la concorrenza ed il mercato, del Garante della privacy. Ciò significa che il CONI dovrà conformare ed integrare quanto prima il suo regolamento, che sarà poi mutuato dalle federazioni sportive nazionali interessate. Siamo fiduciosi che il perfezionamento della regolamentazione di secondo livello possa avvenire prima dell'inizio della prossima sessione di calciomercato».
Quali sono i reali problemi che affliggono il mondo degli agenti sportivi?
«Voglio evidenziare l'abusivismo che continua a proliferare, nonostante in Italia sia vigente una legge professionale. Purtroppo, i principali fruitori dei servizi degli agenti sportivi spesso continuano a dare credito a soggetti non autorizzati. Soltanto attraverso un grande lavoro di informazione da parte delle rappresentanze degli stakeholders di settore e una rigida applicazione del regime disciplinare e sanzionatorio previsto del legislatore si comincerà ad arginare questa vera e propria piaga».
Ritiene che in futuro sarà possibile risolvere tali problematiche così da avere più trasparenza nel settore?
«Italia e Francia, da anni, perseguono la professionalizzazione del settore rispettando i principi di legalità e trasparenza. Auspichiamo che tali esempi siano seguiti dagli altri paesi europei sulla base di possibili interventi ad hoc da parte del Parlamento e della Commissione U.E.
».

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