Il giovane attaccante della Roma Antonio Arena, classe 2009, ha rilasciato un'intervista all'emitente degli Azzurri. Quste le sue parole: "Ho iniziato a giocare a calcio a 5 anni in Australia. Non era niente di serio ma mi sono divertito molto. I miei genitori sono nati entrambi in Australia mentre i miei nonni in Italia. Loro vengono dalla Calabria, Reggio, e per le feste siamo sempre andati da loro a mangiare cibo italiano. Non conosco ancora benissimo l'italiano, l'ho imparato tre anni fa, ma loro sono contentissimi di vedermi parlare italiano. L'Italia è molto diversa dall'Australia, qui si vive benissimo, il calcio è un sogno qua, è la vita che sempre volevo. A 14 anni ho fatto diversi provini in Europa, sono andato poi al Pescara. Per fortuna, mio padre è venuto con me in Italia. Senza di lui, sarei probabilmente tornato in Italia, è stato difficile all'inizio. Baldini un giorno mi chiamò ad allenarmi con loro, perché mancava un attaccante, e da lì in poi sono rimasto quasi sempre con loro. Ho fatto panchina per 7 mesi, volevo giocare ma non ero pronto. Sono migliorato molto con lui."
Il gol con il Torino?
"Una serata speciale, ero contentissimo, non mi aspettavo di giocare. Arriva il cross di Wesley, poi il colpo di testa e neanche io ricordo bene, è accaduto tutto velocemente, peccato per il risultato ma è stata una notte speciale. Non ci credevo. Mio padre mi ha detto che ero stato bravo ma che sarei dovuto rimanere con la testa bassa e continuare a lavorare".
La Nazionale...
"La maglia azzurra è sempre speciale da indossare, U17, U18 o U19, sempre top. Il mio sogno è di essere un giocatore più forte possibile, voglio giocare in Champions, fare mondiali ed europei con l'Italia, voglio essere tra i migliori attaccanti, voglio arrivare lì".
(vivoazzurrotv.it)