Daniele Orsato la Var non l’ha mai amata, da arbitro si fidava del suo occhio e del suo istinto, come se il mezzo tecnologico, che Cesare Prandelli ha definito la «democrazia nel calcio», fosse un nemico invece di un prezioso alleato. Da designatore non si è smentito. La Var è sparita dagli stadi, o meglio è stata imbavagliata. […] Gli allenatori, in linea generale, sono contenti. Ma la sensazione forte è che gli arbitri, più realisti del re, tendano a fischiare sempre di meno per fare contento il capo. Tenersi il fischietto in tasca è diventato un merito. E di questo passo il centro Var di Lissone tra un po’ potrebbe essere presto dismesso. Che va bene, fin quando non si sbaglia. […]
Quelli che ci sono stati sono evidenti. Il Genoa ancora si lamenta per la spinta con il gomito di De Bruyne a Vazquez che ha favorito il primo gol e messo la partita del Napoli in discesa. Molti episodi chiari sono passati sottotraccia perché non hanno condizionato il risultato. Segnaliamo i più evidenti: il braccio largo di Fagioli in Roma-Fiorentina e nella stessa partita, comandata dai giallorossi dal primo all’ultimo minuto, l’azione dell’1-0 favorita da una manata di Hermoso a Mastantuono. Anche il braccio di Vlasic in Torino-Milan e il rigore negato al Frosinone sullo 0-0 contro la Viola. L’episodio di sabato in Bologna-Torino è stato invece decisivo: il fallo dentro l’area di Heggem su Oristanio ha penalizzato la squadra di Abate, che avrebbe potuto completare la rimonta su quella di Palladino. Guida non lo ha visto, ma ancora più grave è il comportamento del Var Santoro che non ha richiamato il collega al video. […]
Resta attuale e annoso il problema dell’uniformità di giudizio, già segnalato dalla Lega Serie A alla fine della prima giornata. Non si deve tornare al passato. Ma neppure considerare il supporto tecnologico come il diavolo o, peggio ancora, un nemico. Orsato da arbitro lo ha fatto. Non mandi allo sbaraglio i suoi discepoli.
(corsera)