La Roma si prepara allo scontro al vertice contro l'Inter. Domani alle 18, allo Stadio Olimpico, i giallorossi di Gian Piero Gasperini affronteranno i nerazzurri di Cristian Chivu: entrambe le squadre arrivano alla quinta giornata di Serie A a punteggio pieno. Alla vigilia del big match, il tecnico romanista interverrà alle 13:30 in conferenza stampa dal centro sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria.
Cosa rappresenta questa partita per la Roma e come si prepara una partita così complicata?
"Intanto c'è la soddisfazione di arrivare in questa situazione di classifica, con tantissime partite giocate da noi e dall'Inter. Un bellissimo appuntamento, grande entusiasmo, entrambe stanno facendo risultati importanti. Mi fermerei a questo, per un incontro molto atteso, per l'inizio molto positivo di entrambe. Un'occasione molto attesa."
Quest'entusiasmo può essere anche una minaccia a poche ore da una partita così importante?
"Per quello che mi riguarda, cose come entusiasmo, voglia di fare, sono energie positive che vanno raccolte. Poi è chiaro che ci sono i risultati e le partite, quando le cose vanno meno bene c'è il rovescio della medaglia, il rischio di deprimersi. Ma non dobbiamo pensare a questo, noi dobbiamo pensare alla partita con l'Inter, al fatto di giocare in un ambiente favorevole, dove c'è tanto entusiasmo, sono appuntamenti belli da giocare, per le squadre e per la gente, tutti vogliono partecipare."
In un anno siete riusciti a ridurre di molto il gap con l'Inter: perché la giocherete alla pari con l'Inter? Può essere l'equilibrio l'elemento in più che questa Roma ha acquisito in questi mesi?
"No, l'Inter è la squadra di riferimento per il nostro campionato. È una squadra che sta facendo cose straordinarie in Italia e in Europa, con due finali in tempi recenti, è una squadra molto forte, è riconosciuto da tutti. Poi per le altre è un riferimento, per provare ad avvicinarsi e competere con loro, è chiaro che è un'ambizione da parte di tutti perché la loro forza è riconosciuta".
Come si prepara questa partita? A Torino nel secondo tempo si è vista un po' di stanchezza. L'ha preparata soprattutto mentalmente?
"Queste partite mentalmente si preparano da sole. Dobbiamo avere la lucidità e la serenità di guardare al campo, capire quello che dobbiamo e possiamo fare per contrastare questa squadra e cercare di essere competitivi. Non ci sono altri secondi fini. A Torino è stata difficile come è difficile il campionato. Non ci si può aspettare di vincere sempre come nelle prime due giornate. Il campionato italiano è equilibrato, anzi vincere come con Torino e Atalanta è un merito maggiore. Sarebbe troppo bello vincere sempre in modo facile".
In questo momento cos'ha l'Inter in più della Roma oggettivamente?
"Mi sembra non solo nei confronti della Roma, ma di tutte le italiane. I risultati sono eclatanti e lo dimostrano, nelle vittorie e nei punti. Bisogna avere la serenità di riconoscere queste situazioni oggettive. Dobbiamo guardare ancora a noi stessi. Personalmente sono soddisfatto di quanto stiamo facendo, stiamo cercando di inserirci in una fascia sempre più alta del campionato. I numeri dicono chiaramente come l'Inter sia nettamente la squadra più forte in Italia da qualche anno. Saltuariamente poi si è inserito il Napoli. Sono poche giornate per fare bilanci ora, ma stiamo cercando di inserirci e continuare a stare in una posizione dove rispetto all'anno scorso siamo sicuramente cresciuti".
Lulli sta giocando molto, in Champions non l'abbiamo visto: è pronto per partire di questo genere o ancora no?
"Non faccio questa disamina, se gioca in campionato è in grado di giocare anche altre partite. Lui è venuto fuori da poche partite, ha bisogno di un percorso, sta saltando velocemente dei passaggi. Più che il futuro guardo il presente e sono soddisfatto di quello che sta facendo".
L'Inter è stata la criptonite per lei, dieci sconfitte nelle ultime dieci: c'è stata una difficoltà oggettiva a parte il valore della squadra? C'era qualcosa di più tattico?
"Può darsi. C'è stato un periodo che con l'Inter riuscivo a ottenere dei risultati, poi negli ultimi anni sono state sempre sconfitte. Poi sarà l'aspetto tattico, ma sono cambiati allenatori da Conte a Inzaghi e Chivu, il risultato non è cambiato. Questi numeri negativi però li hanno diverse squadre con l'Inter. C'è stato un periodo che era così con la Juve, il periodo dei 7-8 scudetti di fila, poi sono arrivate le vittorie. Ci sono tante componenti, siamo davanti a una squadra forte".
Dal momento in cui ha detto che la squadra faceva fatica a riattaccare la spina, pensa che abbia dovuto rimettere mano sulla testa dei giocatori per riattaccare quella spina?
"Quest'anno è stato anche un inizio particolare, c'è stato un Mondiale di mezzo, i giocatori sono arrivati in tempi diversi. C'era un mercato di mezzo. Globalmente abbiamo fatto una buona preparazione, è chiaro che quando arrivi al campionato l'attenzione è diversa. Ma questo gruppo non è mai mancato in questo aspetto. A Milano nel secondo tempo è stato forse l'unico momento un po' demoralizzato, ma oltre a quello è sempre stata una squadra concentrata, motivata, che ha sempre fatto il massimo per raggiungere il risultato".
Quali sono le condizioni di Koné, Ndicka e Wesley. Pellegrini quando può partire dall'inizio?
"Incrocio le dita, ma sono tutti disponibili per domani. Questo è già straordinario perché succede raramente. C'è sempre qualcuno che sta un po' meglio e qualcuno più acciaccato. C'è stata qualche influenza di stagione, qualche piccola distorsione, qualche colpo, ma è normalità. Oggi facciamo l'ultima rifinitura, ma penso che con la tensione della partita anche le piccole cose verranno superate. Pellegrini ormai da due settimane è con noi, può fare tutto, è a disposizione. La lunga sosta che ci sarà è un'occasione per lui, non gioca partite da tempo e vedremo se sarà da fare qualche amichevole".
Se domani dovessimo vedere Cristante o Pisilli nei tre sarà perché cercherà qualcosa di diverso?
"Faccio le cose per raggiungere il risultato. Ogni partita è diversa, anche le prestazioni dei miei giocatori o di quelli avversari possono essere diversi. Bisogna leggere il momento, porre rimedi e soluzioni ma sempre finalizzati al risultato. Con l'Atalanta ho messo due difensori perché pensavo che avessimo qualche problema di fatica dietro, che se avessimo rimediato potevamo vincere la partita. Bisogna anche abituarsi un po' ai cambi con i difensori. Quasi tutti mettono attaccanti freschi in certi momenti della partita e difficilmente si cambiano difensori, invece è una cosa che va considerata. Lunedì a Torino il cambio di Malen e di Dybala è stato fatto perché a centrocampo avevamo problemi. Entrato de Roon, abbiamo sistemato il centrocampo. Non sono mai segnali per diminuire o non raggiungere il massimo del risultato".
Il trend di Massa con la Roma è piuttosto negativo, l'ultima la sconfitta a Como con il rosso dubbio a Wesley
"Domani Massa sarà perfetto, così non ci saranno più polemiche".
Cosa si aspetta dalle facce dei giocatori domani nello spogliatoio?
"Niente di diverso rispetto a quanto stiamo portando avanti da sempre. È una partita di calcio, con quel contorno, dobbiamo arrivare consapevoli di essere stati bravi a crearci questo tipo di partita. Quindi cercheremo di giocare al meglio delle nostre possibilità".
La partita di Molina a sinistra l'ha soddisfatta? Wesley è ancora un'opzione a destra?
"Entrambi possono giocare a destra e sinistra. Essendo destri entrambi hanno giocate diverse, ma sono abili per giocare su entrambe le fasce".
È più rassicurante arrivare a questa sfida con questo Malen o questa difesa che è la migliore in Europa?
"Sono due bei risultati. Oggi magari si dice che le squadre che stanno in alto prendono pochi gol, altri dicono perché ne fanno tanti. Io dico che le squadre che sono lassù hanno miglior attacco e miglior difesa, altrimenti non sei lassù. E se non sei il migliore sei molto vicino".